martedì 10 gennaio 2012

(R)evolution

Come ogni buona figlia malata di una sindrome di Elektra mai curata (e frustrata per giunta, per mia fortuna!) voglio attirare l'attenzione dei miei lettori su un fatto esclusivamente personale.

Il prima .....


... e il dopo


Beh... Che vi devo dire?
30 anni passati invano!
Per mio padre è di certo un complimento. 
Ma per me?????
Chissà...

Un abbraccio a tutti.
Francesca


Dedicato a te che eri un grande comunista.
I sogni - se sono autentici - non perdono di forza o valore solo perchè ci si accorge anni dopo che il postulato da cui si era partiti era un inganno. 
L'altrui inganno non può rendere arido un sogno nel quale si è creduto e si crede ancora.
Quello che fa la differenza è la propria onestà, la sincerità con cui ci si è battuti per una grande Idea.
Quella forza, quel vigore, quella capacità di volare - come dice Gaber - rimangono sempre.
Pur anche dopo la nostra morte.
Perchè noi - di fatto - siamo quello in cui crediamo.

Un abbraccio grande, papà.


PS: Specifico che l'inno sovietico è inserito per una pura ragione sentimentale e di personale  apprezzamento musicale. NON HA A CHE FARE CON LA POLITICA.

6 commenti:

  1. Gli Ameri-cani (ed il mondo anglosassone in genere; credetemi ho vissuto per due anni in Irlanda)sono liberi nella misura in cui la Federal Reserve e coloro i quali l'hanno creata: Corona Inglese in primis, Jp Morgan, Rothschild, ed altri, gli permettono di esserlo... E' come dire che uno strozzino e' essenziale per la sopravvivenza della razza umana in questa terra...

    Sarebbe invece necessario raccomandarli a quel Luci-fero di Dantesca memoria... Non a caso egli canto L'Amore e fu Fedele D'Amore.

    Bacissimi (non sono in offerta speciale, giusto per puntualizzare sulla quantita')

    :))
    Giacomino Cherubino

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  2. Il valore del passato ( o della storia, che parolone.....qualcuno, qualcuno che non credeva nemmeno alla rivoluzione che avrebbe propalato, cm peste....questa è una mia opinione, dolcissima...la avrebbe definita "una sovrastruttura dello stato borghese") è appunto quello che mostri col tuo dolce ricordo fotografico ed è il limite di quella mortifera ideologia, in cui molti nostri padri, anche il mio, han creduto....
    Purtroppo, quando risento l'inno sovietico, mi ricordo quello che Solgenitzin, lo scrivo all'italiana per pura brevità, scriveva in "Arcipelago Gulag", quando rammentava che quel suono dolce e ben ritmato ( non a caso è la canzone, non il testo della nuova Russia) ricordava, a tutti i prigionieri "uomini liberi e perciò prigionieri", che un nuovo giorno di massacri, ingiustizie e dolori si apriva dinanzi ai terrorizzati quanto rassegnati occhi dei "pazzi controrivoluzionari, servi della logica folle dello stato borghese".
    Comunque, l'affetto ci unisce, anche i padri, che credettero in cose sbagliate, ma in buona fede...quella salva sempre.....un saluto da chi, e per angolazioni diverse, ha apprezzato quel moloch anglosassone, dopo esserci vissuto quasi una vita, non pochi anni.....
    Baciozzi!!

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  3. Caro Giulio,
    infatti ho specificato che non era un messaggio di natura "politica".
    Anche se il comunismo arrivato qui in Italia negli anni '70 era cosa assai diversa da quello ahimè descritto dal tuo poeta.
    Solo l'uomo - bestia come è - riesce a trasformare un ideale buono in una malefatta globale.
    A tal proposito sarei curiosa di chiedere a Cristo cosa ne pensa della chiesa moderna.
    Non è l'idea ad essere sbagliata, ma l'uomo che arbitrariamente la mette in pratica a suo uso e consumo.
    Sigh!!!

    Francesca

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  4. E' un sogno nel quale ancora credo, perchè è fondato su valori che, nonostante tutto, continuo ostinatamente a perseguire.
    Ora, però, ci stanno portando via anche i sogni.
    Un abbraccio grande papà

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  5. Nessuno può portare via i sogni, se essi sono autentici e radicati nel proprio cuore.
    Perchè è proprio nella disperazione che essi divengono più forti, più saldi e più veri.
    Come le spade temprate dal fuoco, i sogni si rinforzano tra le fiamme degli aliti ostili e delle promesse infrante.
    Il mio sogno è un mondo nuovo, risvegliato al suono di trombe lucenti, inondato della Luce di una nuova era.
    E forse morirò di questo fuoco che mi consuma, darò la vita per questo ideale.
    Ma non è questo forse che viene richiesto a coloro che sanno, che possono concepire il sogno?
    Vivere attraverso il proprio ideale, per esso e per esso sacrificarsi, se necessario.
    Arriverà il momento della Luce.
    Basta non cedere alla tenebre mentre si corre per l'oscura valle.
    Basta non mollare mai la presa, anche quando tutto sembra perduto.
    Non è forse questo, il senso del sogno?
    La speranza è il sogno.
    E la speranza non muore mai.
    Se noi non glielo permettiamo.

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  6. Comunque confermo la mia predilezione x l'inno sovietico, quanto a musica....è il migliuore

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