martedì 29 ottobre 2013

Occhio vede e cuore duole



Questa mattina ho aperto persiane e finestre aspettandomi un freddo che proprio non è arrivato.
So che discorrere del tempo potrebbe sembrare una banalità oltre ogni dire.
Eppure mi chiedo: cosa sta accadendo al nostro pianeta?
La nostra amata Terra cosa ci sta dicendo, a modo suo?
E' forse stanca di proseguire con i suoi cicli sempre uguali?
Ha deciso di andare in menopausa?
E nel caso fosse proprio questa la sua scelta, a noi cosa accadrebbe?
Non voglio cadere in facili allarmismi da ambientalista.
Qui si tratta solo di "constatazione amichevole".
Siamo pressoché a novembre e mia madre mi ha detto che le sue piante a Torino stanno germogliando.
E di fatto, affacciandomi al balcone, qui non sembra affatto autunno: sembra piuttosto di essere entrati in una novella primavera.
Forse la gente è troppo presa da Facebook, Letta e Inter per accorgersi che il mondo - quello vero! - sta cambiando. Che anche la natura pare voglia dirci qualcosa. E che forse se spegnessimo la tv riusciremmo - anche solo per un  breve istante - a sentire cosa mormora tra un'alba soleggiata ed un temporale.
Quando smetteremo di nutrirci di spazzatura mediatica e ricominceremo a vivere da uomini liberi? E cosa vuol dire essere uomini liberi?
E' semplice.
Vuol dire avere una propria opinione non condizionata dall'esterno su qualsiasi argomento venga in mente: dal colore delle mutande che intendo indossare al mattino alla pizza che voglio mangiare a pranzo, dal lavoro che mi piacerebbe davvero fare agli amici che vorrei realmente frequentare (non per comodo o per "moda"), dalla donna/uomo che sento di amare e con cui desidero condividere ogni giorno della mia vita ai luoghi lontani che bramo visitare.
Tutto ciò al di là della pubblicità - reale e occulta - da cui veniamo costantemente bombardati.
Abbiamo l'occasione ogni giorno di accorgerci se siamo liberi o meno.
Basta fermarsi in un qualsiasi momento della giornata e chiedersi: perchè sto facendo proprio quello che sto facendo in questo istante? Lo sto facendo per dovere, per piacere, per piacere indotto, per dovere indotto o perchè semplicemente VOGLIO farlo?
Qualcuno a tal proposito ribatterà dicendo: chi mai può permettersi il lusso di fare nella vita quello che davvero vorrebbe?
Risponderei a tale obiezione così: amico mio, hai ragione. Quello di cui parli è un lusso. Tuttavia c'è una cosa che tutti possono fare a riguardo. Una cosa che è peraltro GRATIS: ACCORGERSI che quello che stanno facendo non è farina del proprio sacco, che lo stanno facendo "in automatico", come zombies programmati a svolgere il proprio "lavoro".
L'uomo non è il proprio lavoro. Usciamo da questo marcio modo di concepire l'esistenza.
L'uomo fa un lavoro. E' diverso. 
Un essere umano E' a prescindere da ciò che fa.
Sarebbe auspicabile che ogni essere umano svolgesse una attività che rispecchiasse e rispettasse in toto la sua essenza.
Questo il più delle volte non è possibile, per svariate ragioni.
Tuttavia bisogna mantenere la lucidità assoluta e capire che ciò che si fa, lo si fa per una ragione precisa legata alla necessità e non all'identificazione.
Io faccio un lavoro, non sono quel lavoro.
Se quel lavoro domani mi venisse portato via, io continuerei ad essere io.
Viceversa, se io venissi portato via da quel lavoro, quel lavoro non sarebbe più lo stesso perchè un'entità unica, un essere vivente sarebbe stato sottratto da quella specifica compagine.
Non credete a chi sostiene che tutti sono sostituibili.
Colui che sostiene questo mente. E sa bene di mentire. 
E' una manipolazione mentale che ha un unico scopo: quello di far sentire il singolo individuo privo di qualunque valore e quindi di qualunque potere sulla propria vita e sulla vita in genere.
Questa è la campagna in atto ad ogni livello sociale su scala mondiale per trasformare ciascun singolo individuo in uno schiavo.
A ben rifletterci non è poi così diversa dalla psicologia adottata nei campi di sterminio: nei lager nazisti ogni persona aveva un numero tatuato sul braccio, diventava quel numero perdendo di fatto il proprio nome e con esso la propria identità, la propria dignità.
Nella nostra società ognuno di noi è già un numero fin dalla nascita e - cosa ancora peggiore - SI SENTE un numero.
Quante volte vi è capitato di sentirvi "uno fra tanti" oppure "uno qualunque"?
Perchè accade?
Perchè vi hanno trasformato in numeri, vi hanno convinto di essere un birillo in una pista da bowling, un birillo paziente e rassegnato che sta lì ritto in attesa della palla che lo butterà giù.
L'olocausto avvenuto durante la seconda guerra mondiale è stato solo una prova generale.
Ora quel "modello" è stato applicato su scala globale in modo oserei dire ammirevole da un punto di vista biecamente strategico.
Perchè ammirevole? E' semplice: perchè nessuno - o quasi - se ne è accorto.
Sono stati bravi, non c'è che dire.
Hanno coltivato l'illusione della libertà dei popoli attraverso una democrazia che NON ESISTE per far dormire quanto più possibile gli schiavi della loro catena alimentare, economica e sociale. E hanno fatto di meglio: non ci hanno fatto solo dormire ma ci hanno fatto INNAMORARE dei nostri aguzzini, del sistema in cui fluttuiamo come in una vasca di privazione sensoriale.
Sono stati bravi.
Ma noi possiamo esserlo di più.
Possiamo riprenderci la nostra umanità, la nostra libertà che è nostra per diritto di nascita, dacché siamo vivi.
Come?
Iniziando a farci delle domande, ridiventando curiosi, smettendo di essere pigri e spenti, cessando di DEMANDARE sempre all'esterno, a qualcun altro responsabilità che competono solo a noi: come vorremmo vivere, chi vorremmo amare, cosa vorremmo sperimentare, in chi o cosa vorremmo credere.
Lasciate che sia il vostro cuore a suggerirvi questi atti  e non una pubblicità in tv nè un banner su Facebook.
Facebook va cancellato. Lo dico con cuore aperto e leggero.
E' solo un mezzo di controllo e potere, un mezzo di "lobotomizzazione", di disgregazione sociale.
Spegnete la tv, spegnete il cellulare e parlate: col vicino, con il vostro partner, con i vostri figli, con gli amici, con gli sconosciuti.
Parlate, fatevi un'idea vostra su ogni singolo aspetto della vita.
Andate a prendere le informazioni non più su Wikipedia o ascoltando telegiornali costruiti ad arte ma su quelli che si chiamano LIBRI: sono fatti di carta e si sfogliano con le dita. 
E poi discutete fra di voi, litigate piuttosto, confrontatevi ma non cadete nell'apatia.
L'apatia dei tanti è il potere incontrastato dei pochi.
Riprendiamoci il potere di ESSERE.
Perchè questo noi siamo: esseri umani.
Non dimentichiamolo mai.

Buona avventura a tutti!
Nathaniel

PS: L'immagine ad inizio post ritrae la copertina del libro di G. Orwell "1984".
      Scritto nel 1948 descrive la realtà futura secondo il punto di vista dell'autore che - guar-
      da caso - faceva parte di una organizzazione segreta che AUSPICAVA e LAVORAVA 
      per l'avvento di una società identica a quella descritta nel libro. 
      Il Nuovo Ordine Mondiale è una realtà, non è fantascienza. Documentatevi.
      Per il bene vostro, nostro, del futuro del pianeta.