mercoledì 2 ottobre 2013

G.R.A.



Dopo essere sopravvissuta a questa giornata mi chiedo come io possa aver vissuto per ben 6 anni (e mezzo) a Roma.
Dopo una sola ora incastonata nel traffico al pari di una nave in bottiglia mi stava sorgendo un delirante istinto omicida verso chicchessia: auto moleste con relativi passeggeri, vecchiette a piedi con la sporta della spesa, giovinastri in motocicletta, cani al guinzaglio, vigili urbani appostati ai semafori pronti ad elargire multe a volontà, apecar stracolme di bottiglie d'acqua, furgoncini della SDA parcheggiati in 15° fila proprio accanto alla pattuglia dei carabinieri che adotta - per un sano quieto vivere nella capitale - il sistema delle celebri 3 scimmiette: "non vedo, non sento, non parlo"; al massimo del parossismo mi stavo per scagliare persino contro i pini che crescono in centro strada su via Gregorio VII che - poverini! - proprio non han mai fatto male a nessuno nell'arco di decenni.
Mi sentivo come il protagonista di un videogioco splatter in cui si accumula punteggio facendo il maggior numero di danni possibili indistintamente a cose e/o persone!
Grazie a Dio - per non so quale miracolo - mi sono letteralmente inventata  una strada alternativa per strisciare fuori dal raccordo anulare senza dover per forza montare una canadese e aspettare che fosse passata la notte per eludere code disumane di fantozziana memoria.
Prima di far ciò però alle 18 circa ho imboccato il vialetto della mia ex casa e ho ripensato alla mia ex vita, rivedendo per un secondo il mio ex terrazzo in cui una moto totalmente inutile ha stanziato per circa 2 anni.
Su una cosa non ho dubbi: la mia ex vita è proprio finita.
In quella presente ci vivo davvero meglio, a 360°!
Senza traffico, senza compromessi, senza false reti di sicurezza, senza tv, senza odio parentale, senza optalidon, senza calcio, senza false aspettative, senza ipocrita ricerca di accettazione sociale, senza vacue ambizioni.

Solo un cuore grande così pulsante e vivo fra le mani.
E un sorriso sulle labbra ad ogni risveglio.

Nathaniel