mercoledì 1 dicembre 2010
Ginger e Fred
Innanzi all'avvilimento e alla povertà del genere umano non mi resta che guardare "La rosa purpurea del Cairo" e cantare fra me e me "Cheek to cheek".
Sopravvivere all'orrore del proprio stesso sangue.
Ci vuole coraggio.
E pazienza.
Nonchè una buona dose di fortuna.
Eh sì, mio caro Termosifone, oggi più che mai mi rammento del tuo calore.
Ma oggi, ancor più di ieri, mi ricordo della forza dei sogni e della magia celata in ogni singolo incontro.
L'equilibrio è una virtù del Cosmo.
Ciò che ci viene tolto ieri ci viene ridato domani, decuplicato.
Francesca
Parallelepipedi ostinati
"E' la felicità come un dipinto-
quando la guardi attraverso il dolore -
più bella proprio -
perchè irraggiungibile -
La montagna - a distanza -
è avvolta d'ambra -
se t'avvicini l'ambra si ritrae -
un poco - ed ecco i cieli - "
Emily Dickinson
Giornata di dolcezza folle questa, giornata ricolma di un senso lontano d'appartenenza e vuoto, d'indicibile mestizia e piacere.
Il cielo lontano è di un chiarore opalescente. Abbaglia e inquieta nel suo biancore traslucido, ostia sottile che divide i mortali da Dio.
Il dovere mi strappa all'estasi. Invece vorrei soltanto rimanere in silenzio, immobile, ad osservare quel che resta di questo giorno appena iniziato.
Incantata dal miracolo incosciente della Vita e dai Suoi gesti di velata generosità.
Francesca
lunedì 29 novembre 2010
Catene letterarie
A tutti coloro a cui venisse in mente di leggere "Il profeta muto" di Joseph Roth grido: NON FATELO!
Non è un libro, questo, ma un pesante fardello da schiavo nel deserto.
Dovrei leggere almeno 4 libri di Simenon di seguito per liberarmi della pedanteria, della noia narrativa, dello stile a dir poco confuso che mi hanno posseduta fino all'ultima riga di questa storia inutile.
Ecco, questo è il lato peggiore della faccenda: mi sembra di aver sprecato il mio tempo.
Anzi, non è una sensazione, è una certezza.
Dov'è finito l'illustratore magnifico de "Il peso falso"?
Non saprei.
Ma se dovete leggere qualcosa di questo autore vi consiglio di cominciare con il sopracitato titolo e dimenticarvi del tutto "Il profeta muto".
Amaramente desolante.
Francesca
"L'ignoranza rende liberi."
La libertà è una responsabilità.
Assumiamocela.
O quando non l'avremo più nessuno correrà in nostro soccorso per restituirci il maltolto.
E con chi ci lamenteremo quando ci avranno cucito l'ultimo lembo di labbra?
Quali gesti estremi potremo osare quando ci avranno legato mani e piedi ad un'ancora diretta in fondo al mare?
La tempestività è la leva della Storia.
Tempus fugit.
Francesca
Il Brucaliffo e il Termosifone
Cullata dai suoni della notte mi chiedo cosa sarebbe stato di me se fossi nata bruco, o fiore, o pietra di montagna. Non avrei avuto gli affanni che mi appartengono, non avrei palpitato innanzi a sogni troppo grandi per ciascun essere umano, non avrei affondato la mano nelle vive carni del domani e sarei stata parca nei giudizi, quieta e solinga, docile come la più umile creatura di Dio.
Invece son qui a dimenarmi come un verme infilzato all'amo alla ricerca di sempre più vasti perchè, di oceanici vuoti che pare al mio intelletto di poter colmare col solo battito di ciglia, fremendo del mio stesso coraggio, estasiata dal dubbio che sospinge innanzi, al di là del Bene e del male.
Oggi ho ricordato più volte di non avere una famiglia a cui regalare un auspicio sincero di Buon Natale, quando quel giorno arriverà. Mi sono sentita sola come può sentirsi un tuorlo dentro il suo guscio, solidamente protetto da un mondo che fa sempre un po' paura, ma unico, isolato e - per quanto lui stesso ne sappia - abbandonato al suo destino in cerca di calore. Certo, la sensazione di essere avvolto dal tepore dovrebbe rassicurare la sua sonnambula coscienza ma chissà... Potrebbe solo esser stato dimenticato accanto ad un Termosifone.
Ed io mi chiedo - di tanto in tanto, quasi per ingannare il tempo belluino che fugge via senza fare ritorno mai - accanto a quale Termosifone sono stata abbandonata.
Uno bello grosso, indubbiamente.
Ci poggiavo la testa da bambina come su di un cuscino prima di addormentarmi e sulle Sue sporgenze mi raccontavo le fiabe della buonanotte per cacciare i brutti sogni e fare sonni felici.
Ma il mio "tubo amniotico" non era sufficientemente capiente per assicurarmi il caldo e la felicità al contempo.
Lui stesso ha scelto per me la sopravvivenza a discapito del resto.
Dommage!
In ogni caso grazie, Termosifone.
Mi hai portata lontano. Molto a lungo.
E hai preteso così poco in cambio! Un saluto, una carezza e una spolverata di tanto in tanto.
Sono sempre i gesti degli umili a regalarci l'infinità dell'esistenza.
Bonnenuit
Francesca
domenica 28 novembre 2010
Elen síla lúmenn' omentielvo
Eccoci qui.
Ennesima mattina di domenica. Ennesima pioggia battente. Vento. Freddo.
Debussy accompagna il mio quieto respirare con il suo "Clair de Lune".
Si appressa il Natale.
Atmosfera ideale per mettere in forno una teglia di biscotti e aspirarne il profumo fino in fondo all'anima.
Ma non si può.
Dunque proverò ad immaginarmelo, senza provare troppa malinconia.
Già quella dovuta alla fine dell'Avventura di "For You" mi basta.
Endemica sensazione che mi coglie ogni qualvolta debbo dire "Addio" a qualcuno con cui sono stata a stretto contatto per giorni, ridendo, lavorando e anche un po' soffrendo.
Già, perchè il fare musica insieme ha questo potere, almeno per chi ne riesce a cogliere l'essenza.
Ha il potere di unire, di avvicinare gli spiriti, di renderli parte di qualcosa di irripetibile e unico, qualcosa che anche se tenti di ricreare "dopo" risulta impossibile, l'attimo - quel preciso momento sospeso tra il baratro e il Paradiso - è perduto per sempre.
Ecco perchè l'alba sopraggiunta dopo uno spettacolo in cui hai messo il cuore è sempre un'alba madida di dolce melancolia. Qualcosa di te è perduto, l'hai lasciato andar via, come un figlio ormai grande che decide di andarsene da casa. E' il corso naturale della vita; tuttavia non smette di far male, almeno per un singolo giorno.
Foglie ormai ingiallite si adagiano follemente inquiete sul mio terrazzo, ancora blandite da quel fremito di vita che par non volerle abbandonare.
Debussy perdura nel suo canto.
Come una Gorgone dolente mi ritrasformo nella donna lacera di sempre.
E sorrido. Libera.
Nebulosamente in pace.
Cuio nin mellon.
Namàrie......
Francesca
PS: "Elen síla lúmenn' omentielvo" in elfico significa "Una stella brilla sull'ora del nostro incontro".
"Cuio nin mellon" invece vuol dire "Vivi e sii per me un buon amico".
"Namàrie"? Cercatelo voi.
Buona domenica.
venerdì 26 novembre 2010
Recensione di "For You"
ARTICOLO DA "IL GIORNALE DELLA MUSICA ON LINE"
Melo-thriller
Roma: successo per For You su libretto di McEwan
Melo-thriller
Berkeley, For you
organizzatore
Accademia Filarmonica Romana, IUC
Roma: successo per For You su libretto di McEwan
Non si è certo proposto la riforma del melodramma Michel Berkeley, in For You. All’ascolto della prima italiana, avvenuta ieri sera al Teatro Olimpico, grazie alla collaborazione tra Istituzione Universitaria dei Concerti e Accademia Filarmonica, si direbbe che il compositore inglese non abbia voluto stupire con innovazioni formali ma trascinare l’ascoltatore a pie’ pari nel mood aggrovigliato e peccaminoso del libretto di McEwan. E infatti del melodramma classico troviamo tutto: le romanze dei protagonisti e la stretta al primo atto, i duetti d’amore e il concertato, e persino un cammeo dal Flauto magico. Tutto è vestito da un’orchestrazione ricca su cui appoggia una musica in continua tensione, che scena dopo scena percorre l’impervia geografia dei sentimenti, magistralmente costruita da McEwan. Perché il testo di For You assomiglia un po’ ad un cubo di Rubrik e i personaggi sono una cosa e anche il proprio opposto, ruotando su se stessi: Charles è il Don Giovanni ma anche il disperato marito abbandonato; Antonia è la moglie malata e tradita ma anche l’oggetto (tardivo) del desiderio; Maria è la sottomessa cameriera ma anche il diabolico motore dell’atroce azione.
Bella prova di complessità e resistenza per l’orchestra, ben diretta da Parisi, e i cantanti, tra cui si è distinta in assoluto la Williams/Maria con un’ottima interpretazione e una bella presenza scenica; le hanno tenuto testa la Kerr/Antonia e Guedes/Charles. La regista Pamela Hunter ha saputo ben risolvere il rebus del primo atto, lasciando solo intuire attraverso la proiezione su uno schermo la prova d’orchestra iniziale, che avrebbe richiesto un pasticcio di musicisti anche sul palco. Alcuni effetti hard del secondo atto hanno suscitato qualche ilarità tra il pubblico, che però non ha lesinato gli applausi.
Daniela Gangale
data prima
25 Novembre 2010
scheda cast
Virginia Kerr, soprano (Antonia); Harriet Williams, mezzosoprano (Maria); Hector Guedes, basso-baritono (Charles); Daniel Board, baritono (Simon); Philip Sheffield, tenore (Robin); Piia Komsi, soprano (Joan).
orchestra
Ensemble Roma Sinfonietta
direttore
Vittorio Parisi
luci
Pamela Hunter
FINE ARTICOLO.
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Per dovere di cronaca cito nuovamente i musicisti (sempre dimenticati!!!):
Per dovere di cronaca cito nuovamente i musicisti (sempre dimenticati!!!):
Ensemble Roma Sinfonietta :
Violino I: Francesca Giordanino
Violino I: Francesca Giordanino
Violino II: Anna Chulkina
Viola: Lorenzo Rundo
Violoncello: Kyung Mi Lee
Contrabbasso: Maurizio Raimondo
Flauto: Monica Berni
Oboe: Giovanni Cretoni
Clarinetto: Franco Ferranti
Clarinetto basso: Roberto Petrocchi
Fagotto: Marco Ciamacco
Controfagotto: Alessandro Verrecchia
Tromba: Mike Applebaum
Trombone: Renzo Brocculi
Corno: Luciano Giuliani
Timpani: Michele Camilloni
Percussioni: Aurelio Scudetti
Arpa: Augusta Giraldi
Salacadula.....
E' fatta. Siamo sopravvissuti.
Devo dire con grande presenza di spirito da parte di tutti.
A cosa mi riferisco?
A "For You", naturalmente.
Un complimento personale e particolare mi sento di farlo al nostro direttore, Vittorio Parisi. Se non ci fosse stato lui saremmo stati come una barca nella tempesta senza timone a vele spiegate.
Sì, direi che il paragone rende perfettamente l'idea.
E poi complimenti sinceri e affettuosi abbracci per tutti i miei fantastici colleghi e al cast dei cantanti, nonchè alla regia.
Certo non si può dire che questo non sia stato uno spettacolo controverso, quel genere di cose che non lasciano spazio a mezzi termini: o le ami o le odi.
Per parte mia l'ho molto amata.
Ma è un giudizio del tutto personale, ovviamente.
Sarò pure libera di esprimere un'opinione nel mio blog!!!
Stamattina, da brava casalinga, mi sono dedicata alle faccende di casa: ho spolverato, pulito il bagno, lavato i vetri, passato l'aspirapolvere e lavato per terra. Ah, come mi sento artistica quest'oggi!
Certo, mentre ero armata di Mocio Vileda non mi sono lasciata scappare l'occasione di intonare "Canta Usignol".... Adesso sono in attesa di fata e zucca. Anche se dubito molto arriveranno.
Oddio, magari la zucca sì, ma solo per farci un risotto!!!
Ah, novità delle novità: per qualche tempo non potrò postare alcuna ricetta con foto annessa. Sono a dieta. Ma non per la linea, intendiamoci.
Ho scoperto di essere pressochè intollerante a.... Tutto?????
Da quando mi nutro solo di pollo ai ferri e zucchine bollite infatti i miei mal di testa sono scomparsi come per magia.
Certo, ora mi tocca prendere il Prozac data la depressione culinaria derivante dall'infausta costante privazione mangereccia, ma che devo fare?????
C'est la vie, diceva qualcuno.
Oggi finalmente riuscirò a rimettere mano ai miei santi libri.
A proposito, ieri sera sono riuscita a strappare un autografo a Ian McEwan sulla mia copia di "Espiazione"!
Udite, udite... Il mio primo autografo.
Letterario, almeno.
Un uomo così perbene, gentile, disponibile. Delizioso.
E' proprio vero che i più grandi sono i più umili.
Scappo.
Mi attende un po' di bricolage, un po' di Paint Your Life casalingo, un po' di Joseph Roth (che detto tra noi è una palla tremenda!!!) e l'ennesimo pollo con verdure all'ora di pranzo.
E poi chissà, magari nel pomeriggio ci scappa anche un partitone con la Playstation!!!
Ebbene sì... E' un mio difetto. Che ci posso fare?
Adoro i videogiochi. Sarà forse perchè da bambina non mi ci hanno mai fatto giocare?????
VERGOGNA!!!
Quindi al grido di "Playstationomani del mondo, unitevi!" mi getterò tra le fiamme di "God of War" e farò strage di nemici! :0)
Buon venerdì a tutti
Bisous
Francesca
giovedì 25 novembre 2010
"For You" di Berkeley e McEwan
For You al Teatro Olimpico con Ian McEwan e Michael Berkeley Articolo di Daniela Puggioni
Al Teatro Olimpico di Roma il 25 novembre 2010 alle 21.00 (replica il 27 alle 17.30) andrà in scena la prima rappresentazione italiana di For You, opera in due atti su libretto di Ian McEwan e musica di Michael Berkeley; lo spettacolo è una coproduzione tra Accademia Filarmonica Romana e Istituzione Universitaria dei Concerti, in collaborazione con il British Council.
Nella sede romana del British Coucil si è svolta la conferenza stampa di presentazione dell'evento in videoconferenza con la sede di Londra, dove erano presenti Ian McEwan e Michael Berkeley.
Nicola Sani, consigliere artistico della IUC – Istituzione Universitaria dei Concerti, ha espresso la sua soddisfazione per la messa in scena di For You, in quanto, precedentemente, come direttore artistico del Teatro dell'Opera di Roma, ne aveva programmato l'esecuzione, ma poi, con il cambiamento della sovrintendenza e della direzione artistica imposto dal sindaco Alemanno, lo spettacolo fu cancellato, nonostante fossero già iniziate le prove con i cantanti, come poi ha ricordato Vittorio Parisi (il direttore d'orchestra ora ed allora). Successivamente anche McEwan ha ricordato l'impegno personale nel progetto di Veltroni allora sindaco e presidente dell'Opera.
Sandro Cappelletto – direttore artistico dell'Accademia Filarmonica Romana – ha sottolineato l'importanza della collaborazione tra le due istituzioni per poter realizzare lo spettacolo, visti i tagli ai finanziamenti pubblici. Ha anche ricordato la vocazione della Filarmonica, che dalla sua fondazione (1821), ha sempre proposto la musica contemporanea nel tempo poi divenuta tradizione.
Franco Piperno - vicepreside della Facoltà di Lettere della Sapienza e consigliere artistico della IUC - ha ricordato che la IUC è stata fondata per volontà degli studenti e quindi accoglie i loro interessi e nello stesso tempo è propositiva per ampliarne le conoscenze. Ha ringraziato McEwan che incontrerà gli studenti universitari il 26 novembre alle ore 12.30 nell’Aula 1 della Facoltà di Lettere. L’incontro, aperto al pubblico sarà coordinato da Isabella Imperiali - docente di Storia del Teatro Inglese (parteciperanno anche il compositore Michael Berkeley, Franco Piperno e Nicola Sani).
Nel pomeriggio alle ore 16.00, nella Sala dei Medaglioni del Conservatorio di Musica “Santa Cecilia” (via dei Greci 18) ospiterà il secondo incontro della giornata con il compositore Michael Berkeley.
Mc Ewan ha parlato della sua lunga amicizia con Berkeley, e le molte insistenze da parte del musicista, dopo l'oratorio Or Shall We Die? (1983), per una nuova collaborazione, infine lo scrittore ha steso il libretto di For You, dopo aver preso in considerazione testi di altri scrittori e averli concordemente scartati. Berkeley ha sottolineato l'importanza del libretto in Rossini, Verdi e Puccini per far capire la narrazione della storia al pubblico e per questo ha insistito con McEwan.
Ha affermato di aver concepito l'opera per un'orchestra da camera e successivamente di aver anche pensato ad un organico più grande. Il direttore d'orchestra, Parisi, è intervenuto dicendo che lo spazio angusto della buca dell'orchestra del Teatro Olimpico e la ristrettezza dei mezzi hanno orientato sulla scelta della versione da camera, ascoltata a Londra. Ha sottolineato anche la bravura dell'Ensemble Roma Sinfonietta e ha aggiunto di aver ascoltato solo una volta l'opera, per non farsi influenzare nell'interpretazione.
Berkeley, che ha anche studiato canto, ha detto di aver tenuto conto sia della scrittura musicale contemporanea sia, nella parte vocale, di aver voluto valorizzare le capacità dei cantanti. Ha aggiunto che i personaggi sono caratterizzati da temi: ad esempio, Maria, la cameriera polacca, è legata a una canzone popolare polacca che poi si intreccia con agli altri temi.
McEwan, sollecitato dalle domande sul rapporto con il musicista nella creazione del libretto, ha detto che, dopo la scrittura di 1 o 2 scene, mentre Berkeley le metteva in musica, ritornava a scrivere Chesil Beach. Poi, dopo aver ascoltato la musica realizzata, riprendeva a scrivere il libretto, concepito tenendo conto dell'equilibrio drammaturgico, in 2 atti divisi in 10 scene.
L'opera a cui si è ironicamente ispirato è il Don Giovanni in quanto il protagonista Charles, direttore d'orchestra e compulsivo tombeur de femmes, è caratterizzato dai temi da sempre cari a McEwan: l'ossessione sessuale, l'abuso di potere, i segreti, le bugie. Lo scrittore ha negato di aver voluto condizionare il musicista ma al contrario di aver lasciato spazio all'invenzione musicale, e c'è solo una piccola provocazione, nella scena della prova d'orchestra quando vengono accordati gli strumenti, scena in cui, secondo McEwan, Berkeley se l'è cavata benissimo.
McEwan ha poi aggiunto che l'opera è anche basata su un fatale malinteso di Maria, che fraintende una frase di Charles, causando lo sviluppo noir della vicenda. Pamela Hunter, la regista dell'opera, ha detto che, da parte sua, non è stato facile mettere in scena l'opera e per rendere scorrevole la narrazione ha usato dei filmati.
Bisogna rendere merito alla Accademia Filarmonica Romana e all'Istituzione Universitaria dei Concerti di essere riusciti a portare For You a Roma, unica città europea dopo Londra, nonostante i draconiani e dissennati tagli di fondi alla cultura imposti dal governo.
L'opera sarà registrata da Rai Radio3 per essere successivamente trasmessa, anche a Prima della Prima, trasmissione di Rosaria Bronzetti che si occuperà dello spettacolo martedì 14 dicembre alle 1.40 su Rai Tre.
Daniela Puggioni
Daniela Puggioni
For Youopera in due atti su libretto di Ian McEwan
musica di Michael Berkeley
Prima rappresentazione italiana
(versione originale in inglese, con sovrattitoli in italiano)
Joan Turville: Piia Komsi soprano
Antonia Frieth: Virginia Kerr soprano
Maria: Harriet Williams mezzosoprano
Sir Charles Frieth: Hector Guedes basso-baritono
Dr Simon Brown: Daniel Broad baritono
Robin Fingest: Philip Sheffield tenore
Regia e luci: Pamela Hunter
Scene e costumi: Andreas Becke
Film e Video: Dalibor Pyš
Assistente alla direzione musicale Simone Luti
Assistente alla regia Davide Battistelli
Assistente staff film & video Michaela Pysova
Direttore: Vittorio Parisi
Ensemble Roma Sinfonietta
Violino I: Francesca Giordanino
Violino II: Anna Chulkina
Viola: Lorenzo Rundo
Violoncello: Kyung Mi Lee
Contrabbasso: Maurizio Raimondo
Flauto: Monica Berni
Oboe: Giovanni Cretoni
Clarinetto: Franco Ferranti
Clarinetto basso: Roberto Petrocchi
Fagotto: Marco Ciamacco
Controfagotto: Alessandro Verrecchia
Tromba: Mike Applebaum
Trombone: Renzo Brocculi
Corno: Luciano Giuliani
Timpani: Michele Camilloni
Percussioni: Aurelio Scudetti
Arpa: Augusta Giraldi
domenica 21 novembre 2010
Scataboom........
Come si fa a scrivere qualcosa di sensato dopo 6 ore di prova di musica contemporanea?
Credo dopo questa esperienza di poter coniare una nuova suddivisione ritmica: la ultra mega semibiscroma atomica...
Perchè atomica? Perchè dopo aver tentato di comprenderla e riprodurla sullo strumento nel cervello si delinea uno spettacolo desolante riassumibile con una semplice definizione : Alba su Mururoa!
Eccomi qui dunque, tra le lenzuola fredde - perchè lo scaldasonno giace ancora nei piani alti dell'armadio -, con i capelli bagnati per la pioggia incessante e le orecchie ormai pronte alla resa incondizionata, causa vicinanza perdurata e millimetrica ad uno strumento perforante quale solo l'ottavino sa essere.
E in tutto questo bailamme dovrei anche pensare ai miei libri da leggere, alle mie recensioni da scrivere, ai piatti da dipingere per Natale, alle cornici da decorare, alle parti di Piazzolla da studiare per un concerto il 7 di dicembre....
Ma questa sera non è proprio fatta per i "dovrei".
Sento tuonare. Non so proprio dire se sono ancora a Roma o nottetempo mi sono trasferita a Tonga nell'apice della stagione dei cicloni!
Misteri del clima planetario....
Comunque da un commento che giunge dalla tv in salotto mi arriva la conferma di essere ancora nella capitale: " 'A Maggica" ha vinto e " 'A Lazie" ha pareggiato.
Domenica sportiva docet.
Francesca
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