domenica 15 marzo 2015

Senza paracadute


S.F.Berardini, Sisifo, cm 70×80, acrilico su tela, 2002


L'errore più comune in questa vita è aspettarsi dagli altri quello che solo noi possiamo fare.
E' per questo che spesso si vive di frustrazioni, di fraintendimenti e - cosa ancor peggiore - di delusioni costanti.
Non ci si può aspettare che un altro sopperisca ai nostri bisogni, che un altro comprenda fino in fondo la nostra natura, che un altro analizzi in eterno i nostri traumi e ci aiuti a superarli.
Così facendo si sta solo demandando a qualcuno diverso da noi una responsabilità che solo a noi compete.
Ci si impedisce di crescere. 
Ci si impedisce di realizzarsi come esseri umani nel modo più completo ed appagante.

Chi ci sta vicino può solo sostenerci ma il "lavoro" spetta a noi, a noi soltanto.
E in ogni caso chi ha deciso di condividere la sua vita con noi merita la nostra parte migliore, non la "pattumiera", gli scarti o i travagli più oscuri.
Non sto certo asserendo che con le persone che amiamo e che ci amano dobbiamo coltivare un rapporto superficiale e di mancanza di comunicazione e comunanza d'intenti.
Tutt'altro.
Sto solo dicendo che troppo spesso la persona che ci sta accanto diventa il bidone dei rifiuti su cui scaricare la nostra rabbia, tutto il nostro "irrisolto".
Essere liberi significa anche essere liberi dalla dipendenza dell'altro, chiunque questo altro sia.
Dipendenza non è solo "aver bisogno" in bene ma anche - purtroppo - in male.
Dipendenza è qualcosa che ci lega e lega l'altro con catene pesanti, con pensieri pesanti, con orizzonti pesanti.

Al prossimo dobbiamo imparare a regalare la nostra libertà, non la nostra dipendenza.
Altrimenti qualsiasi rapporto basato su un simile fraintendimento sarà  inevitabilmente destinato al fallimento o alla cancrena, in un eterno ritorno di tragedie scambiate per idilli.

Prana



Giocando s'impara





Giocando con la fattoria virtuale "Hay Day" sul mio cellulare ho fatto una scoperta (empirica) straordinaria: il pensiero DAVVERO attira o allontana ciò che ci serve.
E' la nostra predisposizione mentale che rende l'oggetto da noi bramato facilmente ottenibile oppure no.
Ad esempio: se devo espandere il mio granaio e mi servono dei rotoli di nastro adesivo e se il sistema virtuale si ostina a non darmi i benedetti rotoli, io dentro di me comincerò a pensare che ottenere il nastro adesivo e' difficile. 
Quando non impossibile.
Tutte le volte che andrò al mercato virtuale per comprare la merce, sfoglierò i vari articoli in vendita con una preoccupazione costante: "Mi serve il nastro adesivo. Ma ce la farò davvero a trovarlo? Mi serve ma è difficile. Infatti continuo a trovare le viti, ma di quelle ne ho tantissime e non me ne faccio nulla! Anzi, sono costretta a venderle. Eppure continuo a trovarle..."
Perchè continuo a trovare le viti e non i rotoli di nastro adesivo?
Alcuni potrebbero dire che il sistema del gioco SA che a me serve il nastro adesivo e fa in modo di rendermi la vita difficile al fine di farmi stare più ore dietro lo schermo e - come estrema conseguenza - farmi desistere inducendomi a comprare con denaro REALE dei diamanti fittizi che all'interno del gioco funzionano come un passpartout. 
Coi diamanti si può fare tutto: costruire l'incostruibile, bypassare l'oggetto che non si trova, materializzare ciò che ci serve.

Hay Day non è diverso dalla realtà, dalla Matrix.
Nella Matrix il sistema ci rende difficile trovare ciò che vogliamo.
Perchè?
Perchè il pensiero che noi veniamo indotti a formulare è: "Ottenere denaro è difficile. Avere un lavoro è difficile. Vivere agiatamente è solo per pochi eletti".
Il sistema ci bombarda costantemente con questi messaggi. 
E noi finiamo per crederci.
Il nostro pensiero entra in REALE comunicazione WIFI col sistema Matrix e noi andiamo così a creare il software della nostra esistenza. 
Siamo spinti a farlo, dalla Matrix stessa.
E non siamo capaci di "uscire dalla ruota" come un criceto fino a quando non comprendiamo il nostro reale potere.

Capito questo ho deciso di fare un esperimento.
Sono tornata su Hay Day e, entrata nel mercato virtuale, ho cominciato a pensare: "Ottenere il nastro adesivo è facile". Tuttavia la mente pensava questo, ma il software Francesca Giordanino era ancora convinta del contrario. Non è così facile uscire dalla schiavitù della credenza interiore! Magari...
Tuttavia dopo poco ho avuto la riprova che si può bypassare il problema.
Come?
Concentrandosi su altro, focalizzandosi su diverse priorità.

Ad un certo punto uno dei simpatici clienti che vengono alla fattoria per chiedere merci in cambio di denaro (virtuale) mi ha fatto una richiesta "difficile". Mi sono concentrata su tale richiesta. Sono andata al mercato e... volete sapere qual è stata la prima cosa che ho trovato in vendita?
Il nastro adesivo.
Già.
Perchè, mi chiederete?
Perchè la mente - "distratta" da un'altra richiesta - ha dimenticato per qualche istante la sua costante preoccupazione (la ricerca dell'adesivo) e le "difficoltà" ad essa legate. 
Il silenzio della mente ha fatto "cortocircuitare" il sistema Hay Day. 
Ovviamente gli "scettici" - di cui il mondo straripa - diranno che è il solito "caso".
Ma a me degli scettici poco (anzi nulla) importa.
A me interessa chi vede, non chi non vede e - peggio - ha scelto di non vedere.

Cortocircuitare il sistema Hay Day non è diverso dal cortocircuitare il sistema Matrix.
Anzi, è l'identica cosa.
Sono due software con leggi precise, codificate a tavolino che solo la creatività umana può stravolgere e talvolta addirittura piegare a proprio vantaggio.

Non siamo scimmie collegate ad una macchina che legge encefalogrammi e a cui un sedicente scienziato schiacciando un pulsante ORDINA di aver voglia di una banana o di una nocciolina.
Siamo Anime del Cosmo.

A noi spetta la libertà di esistere secondo le NOSTRE leggi.
Non quelle scritte in un PC obsoleto, con una ram che viaggia a 64 KB.
Noi non siamo Commodore 64 e non siamo le rane di "Frog".

Cerchiamo di capirlo, una volta per tutte.

Prana 








mercoledì 11 marzo 2015

Magia consapevole




Credere in se stessi è l'unica medicina a qualunque male.
Vedere pienamente se stessi è l'unico rimedio a qualunque sovrastruttura egoica.
Parlare per il Bene di tutti è il vero scopo della vita di chi si assume la responsabilità della propria esistenza.
Il Bene universale spesso non coincide con il bene della propria piccola esperienza di vita.
Sta a noi cogliere la differenza.
Si impara strada facendo, si impara a proprie spese, si impara perchè non si può far altro.
Quando si decide di non imparare ecco arrivare gli tsunami esistenziali.
Ecco che il nostro ego ha la meglio su di noi e su tutti coloro che ci circondano.
Ecco che vivere di "vendette" e "soprusi" diventa lo stile di vita a cui aspirare.

Bisogna essere spietati per uscire dalla Matrix.
Spietati con sè, spietati col prossimo, spietati con chiunque si dimostri poco saggio.
E non bisogna far mistero della propria spietatezza.
Spesso il mondo "zucchero e miele" che vogliono propinarci attraverso tv e cinema è un'idea balzana di chi intende comandare il mondo tramite la cortina di ferro della "paradisiaca apparenza".
Tutti dovrebbero vedere "Essi vivono" di John Carpenter e porsi delle domande.
E poi andare oltre. Non fermarsi alla paura, all'odio, alla chiusura.
Non intendo dire che la formula falsamente cristica del "porgi l'altra guancia" sia la soluzione.
No, anche quel messaggio - purtroppo - è pura manipolazione.
Nessuno può permettere ad un altro essere di violentarlo e lasciarlo libero di farlo nuovamente, ancora e ancora.
Non era questo che Cristo intendeva, non era certo quello che avrebbe voluto.

Bisogna essere consapevoli e agire nella consapevolezza.
Non cercare di "essere felici" bambinescamente e vivere nel mondo "fittizio" delle sit-com anni '80.
Bisogna avere il coraggio di sapere e riuscire ad andare oltre.
Senza aspettarsi nulla dagli altri.
Senza frignare perchè "il mondo non ci capisce".

Il mondo là fuori non è fatto per capirci ma per metterci alla prova ed insegnarci la verità.
Il tutto sta a capire se siamo pronti a ricevere la verità o siamo solo pronti a negarla e ad essere vittime lamentose della Matrix.

A ciascuna coscienza spetta la propria scelta.
In assoluta, totale, sacra libertà.

Prana

PS: L'immagine proposta come copertina è uno schema radionico noto come                            DESEMBARACADOR
       Per chi volesse saperne di più:    
       -  Magia Radionica, di Doriana Dellepiane, libro suggerito nel testo sui cristalli del          valente Angelo Balladori che potete trovare al link: Tecniche di Cristalloterapia.

lunedì 9 marzo 2015

Cieli caucasici




DEDICATO ALLA CARA HOBBIT DEL NORD E ALLA CHIAMATA DEL SUO HI FI

Crescere significa mutare.
Un seme cresce e si trasforma in albero.
Un bocciolo in rosa.
Una crisalide in farfalla.

E una personalità, come muta?
Drasticamente.
Sradicando da sè ogni appartenenza all'ordinaria condizione di schiavitù umana e concedendosi di coincidere completamente con l'Anima di cui è custode.

Crescere per un essere umano significa fare spazio. Diventare vuoto.
Così che l'Universo possa riempirne ogni singola molecola con la propria Luce.

Senza troppe parole.
Prana



lunedì 2 marzo 2015

Canali e fattorie




Quando l'uomo della tua vita ha rischiato di morire in un incidente aereo mentre tu ignara bighellonavi sul concerto di Brahms, improvvisamente il "superfluo" diventa ancora più superfluo.
La casa, il lavoro, gli avvocati, i calunniatori.
Ciò che conta è solo che la vita sia rimasta tale.
A tutto il resto c'è rimedio.

Dopo la tremenda botta di paura ho avuto un "down" talmente forte che mi sono scaricata sul cellulare "Hay Day", il videogioco idiota dove si coltivano ortaggi e si preparano latticini virtuali.
La psiche ha dei modi tutti suoi per "ri-bilanciare" il sistema nervoso!
Con buona pace di meditazioni tibetane e misurazioni col pendolino.

Almeno per una sera.
Da domani tornerò ad essere l'Elfa del Sud di sempre.

Prana


sabato 28 febbraio 2015

L'anello di Ra*



Chi ha deciso di assumersi la responsabilità di evolvere spiritualmente durante la propria esistenza deve affrontare una decisiva prova sul proprio cammino: "arrendersi" al fatto che molte persone vicine potrebbero innanzitutto non compiere lo stesso sforzo e - soprattutto - potrebbero rivelarsi accaniti oppositori della scelta altrui.
Questa è la Matrix che lavora contro coloro che ne sono usciti o intendono farlo.
Chi vive e respira a pieni polmoni l'aria - olografica - della Matrix è convinto che quella sia l'unica realtà possibile e la difenderà fino alla morte in ogni modo conosciuto: difendendo la Matrix difenderà il proprio diritto a farne parte, difenderà la propria "carta d'identità", la totale identificazione con l'ego e  il rifiuto aprioristico della propria parte animica.
Con questi individui non si può parlare, non si può ragionare, non si può spiegare.
C'è solo una cosa da fare: tacere e andare oltre.
Proseguire lungo il cammino.
Affrontare altre sfide.

Quando ci si accorge che una strada percorsa cento, mille, centomila volte conduce sempre nello stesso luogo, è giunta l'ora di cambiare strada.
Perchè come sosteneva saggiamente Einstein "Non possiamo pretendere che le cose cambino, se continuiamo a fare le stesse cose".

Prana


PS: per chi bramasse spiegazioni su questo titolo bizzarro può leggere qui: http://www.ilcielodinut.it/anello-di-ra.html


giovedì 26 febbraio 2015

Guglielmo Tell




Cosa vuol dire essere  "cercatori di verità" ?
Fondamentalmente vuol dire mandare il proprio ego a farsi un giro (dove lui preferisce) e decidere di diventare "principianti" ogni giorno.
Chi si considera un principiante in ogni lato e disciplina della vita avrà l'enorme chance di imparare fino a quando la morte lo coglierà. 
Godrà della fortuna di essere circondato da persone autentiche che non hanno piacere a circondarsi di amici sbruffoni - e buffoni.
E sentirà dentro sè crescere forte la capacità della misura e dell'equilibrio.
Un "cercatore di verità" è un mago tolto alla seduzione delle arti oscure che pone se stesso e la propria opera a servizio dell'evoluzione di ogni essere vivente dell'universo.

Non è facile. Non è difficile.
E' solo inevitabile.

Prana


lunedì 26 gennaio 2015

Magia quantica e cartongesso



Oggi è decisamente una giornata "no".
Come le riconosci queste giornate?
Dal fatto che alle 8.15 del mattino gli operai che ristrutturano la villetta di fianco comincino a usare il MARTELLO sul muro di fronte al tuo letto col rischio di far cadere la parete. E non paghi di ciò attacchino alle 11 con il MARTELLO PNEUMATICO.
Déjà vu?
Decisamente.
A Roma circa 3 anni fa mi accadde la medesima cosa.
Ma qui la faccenda è diversa.
Lo sanno i padroni della futura casa che - dopo aver provocato senza alcun rispetto cotanta rottura di zebedei - si ritroveranno a dover convinvere con una violinista e un violoncellista che studieranno in media circa 6 ore al giorno?
Al posto loro avrei usato più diplomazia col vicinato.....
Ben due mesi or sono mia madre chiese quando sarebbero finiti i lavori... E l'architetto (pfui...) che segue la ristrutturazione disse che a gennaio i "rumori molesti peggiori" sarebbero finiti.
Ovviamente non è stato di parola. 
E quando succede ormai che qualcuno a questo mondo lo sia?
Ora, studiare il concerto di Brahms con sottofondo di martello pneumatico che fa tremare le proprie stesse viscere, secondo voi è possibile?
No. Risposta esatta.
Anzi, più precisamente la risposta esatta sarebbe: ASSOLUTAMENTE no.
E ancora secondo voi, i suddetti vicini hanno mai telefonato per scusarsi del disturbo molesto che arrecano ormai dall'inizio di dicembre?
Siete davvero certi che ci sia bisogno di scrivere la risposta nero su bianco?
Preferisco lasciare che la vostra immaginazione lavori in proposito.

I cinesi si siedono sulla riva del fiume aspettando che passi il cadavere del nemico.
Fra 2 mesi, quando i miei deliziosi vicini si saranno sistemati nella casa nuova di zecca con il loro meraviglioso neonato di pochi mesi, io attaccherò a studiare le decime alle 10 del mattino e alle 4 del pomeriggio SPACCATE,  come orario di condominio richiede. 
Secondo voi cosa accadrà?
Quante volte la deliziosa vicina suonerà il citofono dicendo: "Mi scusi, sarebbe così cortese da smettere di suonare? Il bambino si è appena addormentato!"?????
E a vostro avviso, io cosa risponderò - sorridendo ovviamente?
"Cara Signora, al karma non si comanda. Desolata! Ma questo è quello che faccio per vivere. Se vuole compri dei tappi al neonato oppure traslochi."

Sarebbe bastato poco per "riparare" codesto danno: una telefonata di scuse.
"Buongiorno, sono la sua futura vicina: mi rendo conto dell'enorme incomodo che la ristrutturazione della nostra casa sta dando a tutta la sua famiglia e ce ne dispiace. Ho chiamato solo per scusarmi e assicurarla che gli operai stanno facendo del loro meglio per finire i lavori quanto prima. Arrivederci."
60 secondi da dedicare a chi - per motivazioni sulla cui "giustezza" non voglio sindacare - subisce un danno.

Mai inimicarsi un'Elfa dell'Ovest: perchè prima o poi la vita ti punisce!
Perchè un'Elfa dell'Ovest tollera molte cose: la maleducazione e la strafottenza non sono fra queste.
Sarò certamente una maga generosa e gentile, ma stupida... No, quello mai. 


Prana


PS: La foto è tratta dal sito http://www.bacchettemagiche.com/ ed è la bacchetta che prima o poi mi comprerò: certo, non è rosa come quella di Creamy ma... è in nocciolo, l'albero "magico" per eccellenza ed è dedicata a William Turner, uno dei miei pittori preferiti da sempre!

mercoledì 7 gennaio 2015

Al di là dell'abisso



Da quando sono nata sono perseguitata da un "blob" di energia negativa.
Invisibile, spietato, cacciatore.
Cosa significa?
Significa che ogni qualvolta qualcosa ha anche la più lieve possibilità di andar male, mi andrà male sicuramente.
Non esiste la percentuale del 50 e 50 per me.
La percentuale male/bene è sempre suddivisa in parti disuguali 80/20.

Non è facile vivere così (o meglio SOPRAVVIVERE così).
Ogni progetto, ogni intenzione, ogni volontà subiscono l'80% della resistenza esterna lungo la via della realizzazione. Una resistenza che non si può prevedere e con cui non si può combattere ad armi pari.
Bisogna solo accettarne le conseguenza - spesso apparentemente nefaste.

Volete degli esempi pratici?
Semplice! 
Eccovene alcuni:

1. ho aperto di recente un conto on line Bancoposta. Quando ho sottoscritto il contratto la stampante dell'ufficio era inchiodata: ci ho messo un'ora e non sono comunque riuscita a firmare i documenti che dovevo firmare. L'impiegato delle poste mi ha assicurato che era la prima volta che gli capitava in 30 anni di lavoro. Non ne ho dubitato per un singolo secondo.

2. nel lontano 1997 ho fatto il concorso per entrare all'Accademia della Scala. Sono arrivata 3° su non so quanti violinisti. Avevo 20 anni. Mi avrebbe cambiato la vita secondo voi? Ma non ho potuto frequentare perchè c'era una regola del cavolo che diceva che dovevano essere passati almeno sei mesi dal diploma di Conservatorio. Nel mio caso ne erano passati due. Bye Bye Scala di Milano!!!

3. sono andata circa un mese fa a Copenaghen. Motivo? Concorso per spalla nell'orchestra sinfonica danese. Ho preso una stanza perfetta: zona residenziale a 10 minuti a piedi dal luogo del concorso. La notte precedente all'esame c'è stata la più grande festa annuale che si celebra in Danimarca: l'Avvento. Risultato? Non ho chiuso occhio fino alle 3 del mattino passate perchè il quartiere si era trasformato in una discoteca a cielo aperto. La mattina dopo sono comunque andata a fare il concorso e ho anche passato qualche prova. Ma il giorno seguente la stanchezza per la mancata notte di sonno mi ha tradita ed è per me stata fatale.

4. in una controversia di lavoro in cui ben 7 persone hanno vinto in tribunale con incartamenti IDENTICI ai miei e hanno ricevuto un risarcimento danni, io sono stata l'UNICA a perdere. Dopo 7 anni dall'inizio di questo stillicidio giuridico sono in Cassazione. Forse la cosa continuerà post mortem. 


...e potrei continuare per altri 7 mila anni di descrizioni. Ma mi fermerò qui per non tediare (o peggio spaventare) più nessuno. 


Facciamo chiarezza. Il "blob" - che tra l'altro mi perseguita ma non è "mio" - non vuole la mia morte. Vuole solo nutrirsi della mia sofferenza, della sofferenza derivata da continui intoppi creati ad hoc lungo la strada. Intoppi che rallentano o fermano a seconda dei casi l'evolversi della mia vita. Intoppi che talvolta rischiano di farti perdere il senno. Intoppi che dopo quasi 40 anni cominciano a pesare un po' nel bilancio dell'esistenza.

La buona notizia?
Beh... Ce ne sono diverse.
Innanzi tutto che il "blob" non fa male ad altri se non a me.
Almeno questo è un peso che non devo portarmi appresso.
E poi devo ammettere che grazie al "blob" ho imparato più di chiunque altro in questi anni: ho imparato l'arte della pazienza, del coraggio, del non arrendersi, del vedere della vita sfumature che ai più sfuggono, della bellezza e della sostanza (perchè quando ti viene sempre o quasi portato via ciò che conta per te, tu trovi comunque il modo di investire e amare altro, un "altro" che si trova sempre in abbondanza: basta guardarsi bene attorno). Ho imparato l'arte di trasformare la "sopravvivenza" in vita.  Ho imparato a guardare attraverso la Matrix e vedere al di là del velo di Maya. 
E sono - così facendo - "inciampata" nella Verità. 
Il "blob" non è sfiga nata a caso: come tutto - ma proprio TUTTO in questo universo - ha un suo scopo preciso.
Lo scopo è rallentarmi. Distrarmi. Farmi desistere. "Suicidarmi".
Perchè?
Perchè probabilmente la mia energia dà molto fastidio a coloro che mi hanno messo alle costole un essere tanto coriaceo e distruttivo. Il che mi fa in un certo qual senso onore.
Dunque la conclusione che ne traggo è: sono contenta di avere questo blob.
Significa che i rettiloni non avevano altro sistema per fermarmi che farlo subdolamente, come d'altronde fanno da millenni con ciascuno di noi.
Con me hanno usato l'asso nella manica. Ma gli è andata male.
Molto.
Di fatto hanno fallito.
Perchè dopo 40 anni io sono ancora qui, viva e vegeta.
Più forte, più intraprendente e più saggia di quanto mai sarei stata se il blob avesse per tutti questi anni dato fastidio a qualcun altro.
Il loro è stato un pessimo investimento. E ora gli si sta rivoltando contro.
Ma forse questa è un'opzione che proprio non avevano considerato.

Chi non mi ha creduto in precedenza - e mi ha giudicato folle - lo farà anche ora.
Viceversa, coloro che mi hanno creduto prima, mi crederanno adesso.
E a loro deve arrivare il mio messaggio: di chi dorme sonni folli con la "Matrix copertina" adagiata sul petto non intendo curarmi.
A tutti gli altri, ai risvegliati e ai puri di cuore io dico: "Non sono migliore di voi, non sono un dio, non sono una santa, sono solo un essere umano. Eppure nonostante quello che mi è stato fatto sono riuscita a cavarmela fino a qui e a uscire dalla "Matrix" da sola, grazie alla straordinaria forza di cui è capace la nostra razza.
Se l'ho fatto io, lo può fare ciascuno di voi. 
Perchè ciascuno di voi è figlio delle Stelle come lo sono io. 
E' giunta l'ora di riprenderci il nostro pianeta e di cacciare l'oscurità da dove è venuta. E' giunta l'ora di guardarci allo specchio e di vedere più che meri involucri fatti di carne e sangue. E' giunta l'ora di cantare le meraviglie dell'Uomo e dei Suoi incredibili poteri.
Perchè l'Universo è fatto a nostra immagine e somiglianza.
Dobbiamo solo ricordarcene.
E tornare a volare.

La vostra elfa-guerriera
Prana

PS: Anche se mi sembra pedante volevo comunque far presente il fatto che per ovvie ragioni ho citato solo gli "incidenti" più buffi o simpatici capitatimi nella vita. Quelli spaventosamente dolorosi e tragici li ho tenuti per me, perchè non sarebbero di nessun aiuto ormai nè a me nè ad altri. Chi mi conosce da tempo, conosce anche quelle storie. E sono certa che - per rispetto - le terrà per sè.




venerdì 2 gennaio 2015

Di-Scalando



Questo pomeriggio mentre studiavo la cadenza del concerto di Mozart ho capito perché - strada facendo - sia andata sempre più disamorandomi della musica.
La musica - e intendo quella classica - è ormai praticata e ascoltata per una faccenda che ha a che vedere solo ed esclusivamente con l'ego: chi suona massaggia il proprio - di ego -; chi ascolta è propenso a celebrare quello altrui per alimentare il sistema del suo stesso veleno.
L'arte non ha più nulla a che vedere con la musica, le orchestre, i solisti, gli insegnanti, i "grandi nomi".
La musica è solo un altro modo per vendere ed acquistare qualcosa, un mezzo come tanti per acquisire potere o fama o ricchezza e via dicendo.
In poche parole - come dicevo poc'anzi - per massaggiare l'ego.
Con buon pace del "sentire, provare, afferrare, elevare, evolvere" etc etc etc.
La musica è solo esercizio fine a se stesso, l'ottima prova del circense più strabiliante, l'orso che balla sulla palla.

Il mio disamore non è - in effetti - nei riguardi della musica.
Ma solo nei confronti del "sistema musica".
In un sistema del genere io non ho un posto, un ruolo da giocare.
Ed oggi ho capito il perchè: perchè non lo voglio.
Laggiù, nelle profondità dell'Anima (che tutto sa e vede, provvedendo di conseguenza) io aborro un ruolo in questo fraudolento omicidio che si compie ogni giorno nei riguardi dell'arte, della sua nobiltà, dei suoi più alti valori.

Un mondo senza valori, privo di empatia e di rispetto per qualunque forma di vita non può produrre arte.
E ormai il mondo "ufficiale" è un mondo siffatto.
E' piuttosto il mondo "ufficioso", quello che sta emergendo dall'oscurità di secoli di nascondimenti e di magie attuate per sopravvivere, che ora è incaricato di portare alla luce un nuovo significato di arte, una nuova manciata di artisti e di bellezza che - prorompendo dal cuore - salverà il nucleo del pianeta. E forse anche una parte di coloro che lo abitano.

Ebbene sì.
La musica è morta.
Evviva la Musica!

Prana