venerdì 2 gennaio 2015

Di-Scalando



Questo pomeriggio mentre studiavo la cadenza del concerto di Mozart ho capito perché - strada facendo - sia andata sempre più disamorandomi della musica.
La musica - e intendo quella classica - è ormai praticata e ascoltata per una faccenda che ha a che vedere solo ed esclusivamente con l'ego: chi suona massaggia il proprio - di ego -; chi ascolta è propenso a celebrare quello altrui per alimentare il sistema del suo stesso veleno.
L'arte non ha più nulla a che vedere con la musica, le orchestre, i solisti, gli insegnanti, i "grandi nomi".
La musica è solo un altro modo per vendere ed acquistare qualcosa, un mezzo come tanti per acquisire potere o fama o ricchezza e via dicendo.
In poche parole - come dicevo poc'anzi - per massaggiare l'ego.
Con buon pace del "sentire, provare, afferrare, elevare, evolvere" etc etc etc.
La musica è solo esercizio fine a se stesso, l'ottima prova del circense più strabiliante, l'orso che balla sulla palla.

Il mio disamore non è - in effetti - nei riguardi della musica.
Ma solo nei confronti del "sistema musica".
In un sistema del genere io non ho un posto, un ruolo da giocare.
Ed oggi ho capito il perchè: perchè non lo voglio.
Laggiù, nelle profondità dell'Anima (che tutto sa e vede, provvedendo di conseguenza) io aborro un ruolo in questo fraudolento omicidio che si compie ogni giorno nei riguardi dell'arte, della sua nobiltà, dei suoi più alti valori.

Un mondo senza valori, privo di empatia e di rispetto per qualunque forma di vita non può produrre arte.
E ormai il mondo "ufficiale" è un mondo siffatto.
E' piuttosto il mondo "ufficioso", quello che sta emergendo dall'oscurità di secoli di nascondimenti e di magie attuate per sopravvivere, che ora è incaricato di portare alla luce un nuovo significato di arte, una nuova manciata di artisti e di bellezza che - prorompendo dal cuore - salverà il nucleo del pianeta. E forse anche una parte di coloro che lo abitano.

Ebbene sì.
La musica è morta.
Evviva la Musica!

Prana