sabato 19 febbraio 2011

Confini e maree



Di tanto in tanto mi capita di pensare al mare.
Questa notte l'ho persino sognato.
Sarà per via del tempo, del sole che finalmente ci dà un assaggio di primavera, di stagioni verdi e di canti nuovi. O almeno così sembra.
Perchè ciascuno di noi vive la sua vita immerso nelle impressioni di un momento e nonostante gli sforzi quotidiani non è mai facile - se non impossibile - porre in concomitanza le proprie emozioni con quelle di un altro, fosse anche il proprio marito, un figlio, un amico, persino un cane.
Oggi mi sento così, sola come se abitassi un pianeta tutto mio, chiuso a qualsiasi forma di comunicazione, privo di elettricità e luminescenza. E mi sento inutile, come se non fossi stata neppure in grado di inventare il fuoco o la ruota, per crescere nella scala evolutiva.
Magari si potesse sempre scegliere da che parte stare!
Ma non è così.
Spesso si è solo una barca rosa dai tarli che si agita scossa dal vento e dai marosi.
Ebbene, oggi la barca perde acqua, non ha senso nè direzione, nè qualcuno che gridi il suo nome in attesa di vederne spuntare la prua entro le barriere del porto.
Ma le giornate così prima o poi finiscono.
Su questo si può sempre contare.

Francesca

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