Scomparite senza inganno!
O subirete il mio gran danno:
un filtraccio avvelenato
come pasto prelibato!
E domani all'alba prima
si distrugge l'autostima:
sopra al naso - oh che visione! -
regna un ricco pustolone!!!
No, non sto citando un film, nè sono impazzita (non del tutto ancora, almeno).
Racconto semplicemente ciò che è accaduto ieri sera nei sotterranei del teatro dell'opera, durante l'intervallo tra il primo e il secondo atto di Bayadere.
Dopo tanto pensare alle varie opzioni per la serata di Halloween (inclusa una cena in un ristorante di grido con tanto di costume adeguato all'occasione) ho deciso di optare per una "semplice" cena casalinga di cui ho appena definito il menu.
Volete saperlo?
Scommetto di sì.
Addobberò la tavola con candele mostruose e ragnatele, mi infilerò una maschera da strega (ovvero eviterò di truccarmi appena sveglia!) e preparerò nell'ordine:
- Vino caldo e scorza d'arancia; - Tortini al roquefort, cipolla e pancetta;
- Lasagne alla zucca;
- Tajine di pollo alle albicocche:
- Cheesecake alle pere.
Qualcuno voleva essere invitato?
Mi spiace. La prenotazione è solo per 2.
Ma siate invidiosi, molto, molto invidiosi.
Se di me o di lui... Beh, è vostra facoltà decidere!!!!!
Vi avviso, se mi vedrete in tv arrestata per omicidio saprete perchè.
Come si può essere svegliati per l'ennesima volta alle 8.30 del mattino dal vicino di casa che letteralmente sembra stia facendo venire giù la parete del mio salotto???????
Dopo 3 mesi ancora ristruttura l'appartamento??????
Ma cosa cazzo c'è in quella casa, i morti viventi?
E come Penelope fa con la sua tela, gli zombies disfano di notte quello che lui fa di giorno?
Mi sta facendo diventare letteralmente matta.
Ma stavolta lo uccido: almeno si unisce ai suoi stramaledetti zombies e la facciamo finita.
La mattinata di ieri è stata dedicata quasi interamente a preparare dei succulenti biscotti alla nocciola e gocce di cioccolato fondente che oggi porterò in teatro per la gioia (speriamo!) dei miei colleghi.
Per sopravvivere a 3 ore di balletto (e a 11 recite) un po' di zucchero è quello che ci vuole.
Rimettendo le "mani in pasta" però (è proprio il caso di dirlo) mi è tornata improvvisa e fatale la voglia di cucinare.
Quindi penso che novembre - mese di disoccupazione feroce! - sarà dedicato solo alle due seguenti attività: i fornelli e la palestra.
E la polemica politica, ovviamente!
Per quanto riguarda i fornelli, ho intenzione di sperimentare qualche altra ricetta di Julia Child - a questo proposito, mi sa che prima di partire per la recita pomeridiana mi vedrò il film per l'ennesima volta (sì, va bene, sono autistica, e allora?????); poi continuerò a provare nuove schede del mio libro sul cioccolato, sfornando dei tartufi al ruhm o delle pastefrolle bretoni laccate al fondente.
Sul fronte palestra invece ho intenzione di ammazzarmi di piscina e kick-boxing. Perchè in qualche modo le calorie andranno smaltite, non vi sembra?
Altrimenti che foto verranno per il calendario del 2012?
Stile Botero?????
Ora vado.
Devo ancora rifare il letto, passare l'aspirapolvere, darmi una lavata e mettere qualcosa sotto i denti.
A proposito, qualcuno conosce una pozione per ammutolire una schiena ululante?
Le ali di pipistrello e il calderone già li posseggo.
Per gli altri ingredienti permango in attesa di notizie.
Ieri mentre zigzagavo nel traffico di Roma - precisamente tra Flaminio e Piazza della Repubblica - ho iniziato a riflettere sul significato di questa piccola e apparentemente innocua parola.
Dopo un po', mentre ragionavo a voce alta (facendomi scambiare ai semafori per una schizoide posseduta), mi è d'impulso balenato il pensiero che segue: l'aspettativa è la vera causa di tutti i nostri guai.
E' ciò che ci inocula pensieri torbidi, che ci fa interpretare la vita a modo nostro senza tener conto della realtà oggettiva. Ed è anche responsabile della nostra incapacità di reagire agli eventi, perchè ci rende ciechi innanzi all'evidenza.
Pensate ai soli rapporti umani, senza andare ad analizzare categorie esistenziali più complicate.
Io suppongo di avere un rapporto speciale con la persona x. Tuttavia la persona x magari non condivide la mia visione delle cose ma io questo tendo ad ignorarlo. Di conseguenza - secondo il mio punto di vista - mi aspetto che la persona x si comporti in maniera adeguata alla relazione che ci lega e quando essa delude le mie aspettative inizia un mulinello di pensieri - e di relative azioni - che nella maggior parte dei casi si rivelano del tutto inconcludenti.
Ovvio. Si basavano su presupposti del tutto erronei! Come avrebbero potuto rivelarsi vincenti?
In questi casi quindi la domanda più logica da farsi sarebbe: dove ho sbagliato nella valutazione del rapporto?
Invece - siate onesti! - la maggior parte di noi reagisce pensando: che stronzo/a!
L'aspettativa.
Quel non so che che ci rovina quotidianamente la vita senza che ce ne rendiamo conto.
E invece sarebbe così facile!
Alzare una cornetta, comporre un numero di telefono e dire: " Scusa la franchezza ma quanto è importante il rapporto che abbiamo per te?".
Ma questo vorrebbe dire mettere fine alle illusioni, una volta per sempre.
Allora forse la colpa è davvero nostra.
Nella maggior parte dei casi abbiamo solo paura di sentire dalla bocca altrui cose che sapevamo già e non avevamo la forza di accettare.
Soprattutto quando si dimostra cieca e irragionevole.
Ma ora basta.
C'è chi si rende conto e chi no.
Non è una mia responsabilità portare la luce a chi vaga per il mondo con gli occhi chiusi.
Vada dunque la mia Luce a chi la vede e la desidera per sè, per il proprio bene, per condividerla con altri.
A coloro che - nonostante gli sforzi compiuti - continuano a rispedirla al mittente, ignari, vada solo il mio augurio per una vita dentro le righe in cui sopravvivere, nonostante tutto.
Perchè vivere - vivere davvero - è tutta un'altra cosa.
Francesca
*E' una frase elfica. Significa: il mondo è cambiato.