sabato 3 settembre 2011

Sì, viaggiare



Stamattina si va all'Ikea.
E' sabato. Una giornata ideale per smadonnare alla ricerca di un posteggio.
Il tempo langue. L'umidità è alle stelle.
Comincio quasi ad aver voglia d'inverno.
Ma non l'inverno acciaccato del centro sud.
Piuttosto quello pungente, aspro e schietto del profondo Nord, con la neve che ti accarezza le caviglie per 3 mesi l'anno e quel profumo di calore familiare sparso nelle case, dove stanzia perennemente sul fuoco il bollitore per il the corretto al rhum.
Già.
Ma forse, la mia, è solo cronica voglia di viaggiare.
Di essere sempre e comunque "altrove", liberi.

Francesca

venerdì 2 settembre 2011

A modo mio


E va bene.
Allora in mancanza di qualunque segno di vita dall'esterno cucinerò.
Stasera "Potage" di porri, patate e panna.
In attesa del 5 settembre, giorno in cui per il compleanno del mio adorato compagno assisteremo ad un vero duello con le spade tra cucina italiana e cucina francese: preparerò una goduriosa versione della fettina panata con patate saltate dell'Artusi e per dolce "La Regina di Saba", un trionfo di cioccolato e mandorle tratto dal ricettario di Julia Child.
Chi vincerà la sfida?
Restate sintonizzati, chiunque voi siate!

Francesca

Sancta sanctorum




Nessuno prova le mie ricette o commenta il mio blog (o quasi).
Non ho un lavoro.
Non ho un passato (almeno per molti versi).

Ho molti talenti.
Ho un uomo che amo e che mi ama.
Ho interessi a non finire.
Ho una bella moto (ancora spenta ma ce l'ho).
Ho una bella casa (pur se in affitto).
Ho libri per ogni dove.
Ho la salute.
Ho la capacità di innamorarmi ogni volta di un nuovo progetto e spendermi per esso come fosse la prima volta, dimenticando in un secondo ogni fallimento, quasi avessi 15 anni in eterno.
Ho un'opinione precisa quasi su tutto.
Ho molte paia di scarpe.
Ho infiniti quaderni riempiti di parole e molti in attesa di essere riempiti.
Ho quasi sempre dimenticato chi si è dimenticato di me.
Ho saputo di non essere quasi mai stata dimenticata da chi ho dimenticato.
Ho le gambe lunghe e le mani da bambina.
Ho la capacità di sorridere agli estranei.
Ho fede se guardo verso il Cielo, che è vasto, aperto e pieno di promesse.
Ho senso estetico, il che non guasta a lungo andare.
Ho una bella Micra Rossa, soprannominata "F3", ossia "Fagiolina3", dato che viene dopo la F1 e la F2.
Ho un bel letto comodo su cui addormentarmi la sera e svegliarmi la mattina.
Ho un padrone di casa cordiale e gentile, per nulla invadente o curioso.
Ho la fiducia delle persone che amo.
Ho la stima delle persone che stimo.
Ho coraggio, fin troppo a volte, e un pizzico di follìa congenita.
Ho un disturbo dell'umore che è diventato il mio migliore amico.
Ho paura a volte di notte: dei vampiri, dei ladri e di telefonate sgradevoli.
Ho ricordi antichi.
Ho lettere di persone che mi hanno scritto anche 20 anni fa.
Ho il sonno pesante, a parte quando i gatti randagi si azzuffano sotto la mia finestra.
Ho la capacità di esprimere le emozioni attraverso la parola scritta, parlata, la musica, il pensiero, il silenzio.
Ho un barbecue mai utilizzato sul terrazzo.
Ho i cassetti stracolmi di penne, pennarelli, graffette, cartelline, pinzatrici, matite, gomme e rotoli di scotch. 
Ho ancora tanto spazio da riempire.

Ebbene. Non avrò un lavoro.
Ma sarebbe meglio forse avere un lavoro e rinunciare a tutto questo?
Ho proprio paura di no.

Francesca

Il giardino segreto



Il mio vicino di casa, che ha da poco comprato l'appartamento, sta martellando pareti, pavimenti, soffitti e - last but not least - la mia povera testa da un mese a questa parte. 
Ora, considerando il fatto che PURTROPPO ha il diritto di farlo, mi chiedo: in un appartamento di 60 mq che cavolo te devi martellà per un mese non-stop 10 ore al giorno???????? 
Dopo aver preso in esame varie alternative possibili le opzioni rimaste après 30 giorni di elucubrazioni sono soltanto due: o dentro casa ha una specie di porta magica che aprendola ti fa entrare in una villa con piscina da 7 camere da letto, 5 bagni, 2 cucine, 4 salotti, sauna, idromassaggio, un campo da golf e uno da tennis; oppure è ufficiale, sta trasformando l'appartamento nel Taj Mahal, con tanto di stucchi, decorazioni, arabeschi e cammello parcheggiato sul retro!
A compimento dell'opera metterà l'ingresso a pagamento per i turisti.
Non si pensi di farlo pagare a me, però, il dannato biglietto!
Con quello che ho sopportato ci posso andare a vivere a casa sua, un mese sì ed uno no.

Francesca

mercoledì 31 agosto 2011

Accessori e futuro


Non lo so. A volte proprio non lo so.
Alcuni amici spariscono e quindi, almeno per me, smettono di essere amici. 
Una volta per sempre.
Altri molleggiano tra richieste, aperture e un misto di assenze/polemiche.
Rimane la certezza della stabilità di alcuni affetti, che non cambieranno mai.
E' bello addormentarsi con questa serenità.
Vale tutto l'oro del mondo, nonchè milioni di telefonate non ricevute e rapporti finiti.

Francesca

PS: Da oggi sono ufficialmente una "quattrocchi". L'età.....
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martedì 30 agosto 2011

Conchiglioni alla Giordanino



Finalmente ho creato una ricetta tutta mia! Era anche ora direi.
E' stata un'ispirazione del momento.
Spero di aver calcolato bene le dosi perchè ovviamente quando l'ho fatta ieri sera sono andata ad occhio.
Purtroppo non ci sono fotografie della "creazione" perchè proprio non mi è venuto in mente di farle.
In ogni caso, godetevi il prima, il durante e il dopo.
E se vi va, raccontatemi com'è andata!!!!


Ingredienti per 3 persone (o 2 mooolto affamate!!!)

- 2 grosse zucchine verdi (non romane);
- 1 scalogno;
- un mezzo cucchiaino di zenzero in polvere;
- 30 gr di burro;
- 200 gr di luganiga;
- un mestolo di brodo di manzo fatto in casa;
- una confezione in vaschetta di gorgonzola dolce;
- 200 ml di panna liquida;
- 100 ml di latte intero;
- noce moscata q.b.;
- sale;
- olio;
- 40 gr di Parmigiano grattuggiato (o più o meno a seconda del gustopersonale);
- 350 gr di conchiglioni De Cecco.


1- Lavare e tagliare le zucchine a rondelle. Metterle in una padella insieme a 3 cucchiai d'olio e far scaldare a fuoco vivace. Quando cominceranno a soffriggere aggiungere il sale, abbassare la fiamma e lasciar cuocere per circa 20 minuti (se l'acqua emessa dalle zucchine non dovesse bastare aggiungerne una mezza tazzina da caffè durante la cottura). Quando le zucchine saranno quasi cotte aggiungere lo zenzero e lasciare sulla fiamma fino alla fine della cottura. Le zucchine dovranno risultare brunite e morbide. Mettere da parte.

2- Spellare la salsiccia e tagliarla a piccoli pezzi. Tritare lo scalogno. Nella stessa padella in cui si sono cotte le zucchine far sciogliere 20 gr di burro, aggiungere lo scalogno e dopo poco la salsiccia. Far soffriggere a fuoco medio-alto per 5 minuti e poi aggiungere un mestolo di brodo. Far evaporare e spegnere il fuoco.

3- Mettere il gorgonzola, il latte e la panna in un pentolino. Lasciar sciogliere a fiamma molto moderata. Grattuggiare nella salsa la noce moscata secondo il proprio gusto personale (non troppa comunque, o non ci sarà un adeguato equilibrio dei sapori). Amalgamare 2 cucchiai di Parmigiano.

4- Mettere a cuocere la pasta in acqua salata togliendola circa 2 minuti prima del tempo di cottura indicato sulla confezione.

5- Inserire la salsiccia e lo scalogno in un recipiente alto e stretto con 2 dita di panna e frullare grossolanamente.

6- Scolare la pasta. Metterla nella padella usata in precedenza e condirla con la salsiccia frullata. Disporre la pasta così condita in una pirofila da forno, versarvi a pioggia la crema di gorgonzola, distribuire con le mani le zucchine cotte in maniera uniforme su tutta la superficie e infine spolverare con il Parmigiano avanzato finchè la pasta non ne sia completamente ricoperta. Disporre a fiocchi 10 gr di burro in ordine sparso. Cuocere in forno a metà altezza a 180° per 20/25 minuti. (alzate la temperatura a 200° negli ultimi minuti di cottura per far formare la crosticina sulla superficie).


BON APPETIT!!!!!!!!



Anche i ching sono d'accordo.....

La situazione attuale

   
18   Riscossa
 
La sentenza:
Risvegliate i vostri sensi e andate alla ricerca di nuove possibilità. Date nuovi scopi al vostro agire.

Prima linea del tuo esagramma:
Rivelate tutta la vostra forza a chi vi circonda. Esigete ciò che vi spetta. Affrontate gli eventi con spirito positivo.

Seconda linea del tuo esagramma:
Risvegliate i vostri sensi sopiti ormai da tempo. Sta per compiersi la vostra ripresa nella vita sociale.

Terza linea del tuo esagramma:
Non abbattetevi di fronte al fallimento. Rimboccatevi le maniche e datevi da fare.

Quarta linea del tuo esagramma:
Evitate di fare affidamento su coloro che non si dimostrano all'altezza della vostra stima.

Quinta linea del tuo esagramma:
Operate in modo leale e capace: otterrete considerazione e rispetto. Evitate di scendere a compromessi.

Sesta linea del tuo esagramma:
Chi ottiene successo attira spesso l'invidia altrui. Mostrate sempre di essere altruisti con chi vi circonda.

lunedì 29 agosto 2011

Apprendimento

"Sulla base delle mie esperienze, ho notato che se posso contribuire a creare un clima contrassegnato da genuinita', apprezzamento e comprensione, allora avvengono cose molto stimolanti.
Gruppi e persone si muovono, in un clima simile, dalla rigidità verso la flessibilita', da un esistere statico a un vivere dinamico, dalla dipendenza verso l'autonomia, dalla difensivita' verso l'autoaccettazione, da un essere ovvio e scontato verso una creativita' imprevedibile.
Diventano in tal modo una prova vivente di una tendenza alla realizzazione".

Carl Rogers

Confessione



E così, dopo decenni di tentennamenti, di domande andate a vuoto, di dubbi, di difficoltà insormontabili, di circuiti chiusi e rotatorie infinite, mi sono finalmente decisa a cambiare vita.
La verità è che sono stanca, troppo stanca per continuare ad alimentare il gioco al massacro di un ambiente tanto malsano qual'è quello musicale.
Conosco persone che sono nate per un simile spettacolo. 
La maggior parte direi.
Con l'animo doppio, triplo, a volte quadruplo, votate all'ambizione cieca e al narcisismo più sfegatato, disposte alle bassezze più indicibili sempre col sorriso sulle labbra, capaci di vendersi e di vendere senza provare rimorso 
in nome del dio "Applauso", che è il corruttore più blasfemo e subdolo di ogni tempo.
Voglio scendere dalla giostra.
Qualcuno mi giudicherà folle o priva di senno.
Qualcuno griderà allo spreco di talento, risorse e investimento di tempo e denaro.
Qualcun altro sarà contento, perchè sarà convinto del mio fallimento e ne gioirà.
In realtà questo è stato lo scoglio più duro da affrontare prima di prendere questa decisione: essere certa di non essere spinta in avanti solo dall'insoddisfazione ma per reali necessità interiori di trovare un mondo più consono alla mia sensibilità.
Lo spettro del fallimento, per chi come noi viene nutrito fin dall'infanzia con l'idea che "se non arrivi primo, allora sei una merda", è un fantasma assai temibile da affrontare. Un po' come quando Luke Skywalker si reca nella grotta sul pianeta di Joda per combattere le proprie paure e si ritrova a lottare contro la propria stessa immagine.
In assoluto l'aspetto peggiore di tutta la faccenda è confrontarsi con l'idea inoculata come un virus per cui tu non esisti per te stesso, ma "esisti in quanto fai". 
Quindi se non fai, non sei.
Mi sono sempre trovata male a contatto con questa filosofia. Forse perchè dentro ne abbracciavo un'altra, più consona alla mia persona, ovvero: "Cogito ergo sum".
Quindi per anni mi sono ritrovata coinvolta in un conflitto a fuoco all'interno del mio spirito tra volontà reale e volontà immaginata. Ossia tra quello che che credevo di volere e quello che volevo in realtà.
Sembra facile scindere le due realtà. Ma così non è.
L'essere umano è assai complesso e arguto soprattutto se deve argomentare contro se stesso.
Quindi le ragioni per cui continuavo sulla stessa strada erano in realtà ragioni convincenti da un punto di vista razionale. Ma lo erano per me, per quello che di più intimo esisteva nella mia aspirazione?
La risposta è no. 
Seccamente, senza mezzi termini.
Ci sono voluti anni, esperienza e coraggio per giungere a questa conclusione.
Questo non significa affatto che io non ami la musica. Tutt'altro.
Significa forse che la amo troppo, che non sono disposta a sacrificare la sua - e mia - dignità sull'altare del "successo" e del prezzo che si deve pagare al giorno d'oggi per raggiungerlo.
Non credo ne valga la pena. Perchè in qualche modo significherebbe scendere a compromessi che ne altererebbero per sempre la sostanza e il valore.
Intendiamoci, questo non vuol dir certo che tale regola valga per la vita di tutti. Ogni vicenda fa storia a sè.
Ma di certo vale per la mia.

Sembrerà strano ma sono serena.
Mi sono persino passate le emicranie continue.
Tra poco tornerò sui banchi di scuola a fare quello che amo al di là di tutto più di ogni altra cosa: imparare.
E poi "Che sarà, sarà...."

Francesca





domenica 28 agosto 2011

New beginning



Tornare tra i banchi di scuola.
Imparare.
Da capo, cose nuove.

E' giunta l'ora.
Adesso o mai più.

Francesca