venerdì 10 ottobre 2014

Lana di montagna



DEDICATO ALLA NOSTRA INTREPIDA RESISTENZA.
E A QUELLA DI TUTTI.

La vita è una perfetta palestra dell'Anima: ha la prerogativa di riuscire sempre ad impartire la lezione giusta al momento giusto.
Le difficoltà che incontriamo lungo il cammino non sono ostacoli al nostro perfezionamento ma incentivi. E come tali vanno affrontati e risolti. 
Di conseguenza a ciò non si devono giudicare troppo duramente coloro che incarnano il nostro "nemico". 
Giacomo direbbe che le anime bambine rendono possibile alle anime adulte di coltivare la propria virtù. E non sbaglierebbe di certo.
Di fronte ai maremoti provocati da bambini inconsapevoli dunque noi abbiamo come unico compito quello di restare immobili alla finestra, continuando a filare la lana per gli inverni che verranno, per noi stessi e per tutti coloro che ne vorranno beneficiare.
Si va delineando sempre più nettamente una linea di demarcazione tra due universi, proprio qui, sulla Terra, mentre ciascuno è intento a svolgere le proprie normali funzioni quotidiane, dimentico di verità superiori che - lo vogliamo o no - sono facenti parte del nostro cammino di vita.

Questa notte è stata per me notte di travaglio, fisico e spirituale.
Una tosse insidiosa mi ha svegliata.
Un sordo rimprovero esistenziale mi ha impedito di riaddormentarmi.

E poi telefonate allarmate che giungevano dalle zone colpite dall'acqua hanno definitivamente rotto l'incanto già pericolosamente in bilico del sonno.

Guardo i miei fianchi allo specchio e sogno beltà differenti da quelle in cui siamo macinati al momento, come tanti grani di pepe stretti l'uno all'altro in un tubo di plastica trasparente.

Ma sono certa che il giorno verrà del grande raccolto. Il giorno del risveglio. Il giorno in cui corpo e anima avranno un solo volto. A beneficio di tutti gli esseri. Con gran scorno di alcuni.

Il mio è un canto non di speranza ma di certezza.
Chè quando sei consapevole di esistere, allora esisti.
In tutta la tua divina possenza e bellezza.

Prana