sabato 25 gennaio 2014

The Secret



Nell'ordine naturale delle cose il soffrire è parte integrante del processo di crescita e di apprendimento.
Il bambino impara col dolore fisico.
L'adulto tramite il dolore spirituale.
Non c'è differenza, è sempre insegnamento.
Ieri - mentre con l'auto sostavo in una piazzola della statale che conduce ad Avezzano - mi sono ritrovata seduta nella bara del mio dolore passato.
Ne riconoscevo i materiali, l'odore, lo spessore del legno, i punti precisi in cui dava segni di usura.
E' vecchia ormai, la mia bara.
Eppure nonostante ciò continua a fare una certa impressione a chi la osserva, a chi mi osserva sdraiata lì dentro. Divento irriconoscibile, trasfigurata, intoccabile.
Divento parte di un mondo che non coincide con quello universalmente riconosciuto: è un mondo fatto solo di percezioni personali, in cui ogni contatto con il "reale" è venuto meno, un mondo senza tetti o finestre, nè mura nè conforto.
L'unico conforto in quel mondo solitario è la mia stessa presenza, il mio essere - in qualche modo - ancora viva.
Anche se "viva" non è il termine che esprime con maggior chiarezza lo stato d'animo che mi possiede in quei momenti.

Quanto in basso può arrivare un essere umano?
E quanto in alto può essere scaraventato dopo esser stato trascinato nella direzione opposta?
Gli abissi e le vette hanno una direttrice univoca e contraria, ma non sono poi differenti.
Hanno la stessa matrice, la stessa forza unidirezionale.
Per questo chi conosce gli uni non può fare a meno delle altre e viceversa.

La vita non è - per questi maledetti o eletti, che poi è la stessa cosa - se non la risultante di due spinte uguali e contrarie.
E' la condensazione dell'impulso primigenio, l'integrazione del delirio e dell'estasi, la summa del pro e del contro in un processo che li vede impegnati ogni giorno, 86400 secondi al giorno.
Quanto è lungo un giorno? E un secondo?
Una vita ci passa attraverso tramite l'utilizzo della memoria se solo lo desideriamo, se solo osiamo esprimere tale volontà. 
Il tempo non è un fattore assoluto e oggettivo: è costantemente in mutamento.
Diceva Einstein: 

"Quando un uomo siede un'ora in compagnia di una bella ragazza, sembra sia passato un minuto. Ma fatelo sedere su una stufa per un minuto e gli sembrerà più lungo di qualsiasi ora. Questa è la relatività."



La semplicità di questo concetto è disarmante.
E come tutte le cose semplici tende ad essere vera.
E viceversa.
Avete mai trovato una lapalissiana verità di difficile comprensione?
Non sarebbe verità, dunque non sarebbe se stessa e la sua medesima esistenza sarebbe così un paradosso.
Ma non scivoliamo nel complicato.
Per il momento mi concentro sulla neve che sta per cadere, sul valore tenuto celato non per noia ma per difesa e sulla predestinazione - cosciente e non.
Il resto è sacrificabile.
Almeno per oggi.

Nathaniel