martedì 15 febbraio 2011

Cerotti e bignè



Data l'ora dovrei dormire.
Ma è pur vero che data la giornata avuta le riflessioni notturne sono di rigore.
Dopo l'abisso ciclotimico è intervenuto il daimon solidale, quello che ti rassicura sul tuo compito, sulla tua natura più profonda.
E che fanculizza in automatico gli aggressori, coloro che tentano di separare e distruggere, di picconare senza ritegno.
In fondo le Anime oneste sono protette dal male.
E lo sono in virtù della Forza che in loro non fa morire la Speranza, che mantiene viva la fiamma dei sogni puri, di quelli che si coltivano da bambini, privi di inganni e manovre da Don Basilio:

La calunnia è un venticello
Un'auretta assai gentile
Che insensibile sottile
Leggermente dolcemente
Incomincia a sussurrar

Non mi interessa l'oscurità del retrobottega.
La lascio a chi ci è sempre vissuto, a chi ci sguazza non accorgendosi di nuotare nella propria stessa mota.
Io cammino per strada, con gli occhi rivolti al sole e ai suoi raggi benefici.
Perchè solo nella Luce - fuori e dentro di noi - possono esservi Promessa e Redenzione.

Francesca

lunedì 14 febbraio 2011

Emorragia cerebrale


Avete presente quelle serate in cui ci si guarda allo specchio e si vedono solo difetti?
Quelle serate in cui si vorrebbe pesare 10 kg in meno, fare un altro lavoro, avere altri amici, vivere in un'altra parte del mondo?
Ecco, oggi è una di quelle serate.
Anche se molti mi urlerebbero sfrontatamente: ma che stai blaterando?, io permango della mia opinione.
Almeno fino a domattina.
Che fare?
Bisogna arrendersi a se stessi.
E voltare pagina.

Francesca

mercoledì 9 febbraio 2011

Giuochi e maraviglie


E poi infine arriva, la sgualdrina da poche lire.
Non chiede molto, solo mezz'ora per roteare il caleidoscopio del tempo e mostrare la sozzura, la miseria e gli inganni del passato.
Vorrei potermi alzare in simili frangenti e urlare col coraggio della follia: "Chi sei tu, puttana di borgata? Non ho bisogno di te, Malinconia. Vattene! Gira al largo chè questo marciapiede è già sozzo di fango a sufficienza e il tuo meretricio qui non darà buoni frutti!".
Ma lei resterebbe immobile, la schiena appoggiata ad un portone, in bocca il riso ingrato dell'ultima ora del condannato e i piedi luridi di miseria del quartiere. Con gesti osceni risponderebbe al mio ciarlare a vuoto, sdentata e beffarda, gravida di figli incestuosi.
No, è inutile rivolgerle parola nè sguardo alcuno.
E' preferibile tacere, volgere la testa e passare innanzi, ignorandone gli sputi e le licenziose promesse.
"Malinconia, t'ho fregata questa sera!
Il vino m'ha aiutata, chè questo è il suo mestiere.
Il vino e un ricordo di mani nude 
che serravano il braccio fragile e ribelle.
Non mi farò trovare, a letto voglio andare,
senz'altro aver da fare che la tua melma ignorare."
Eppur s'annida la meretrice, eppure geme
e avviluppa, sorniona.
Il tempo recide i doveri e ogni legame di mutua fedeltà.
Mi si dia dunque un catino ove veder riflesse tutte le accuse:
mi specchierò nel fondo e poi me ne andrò,
lasciando il pavimento bagnato
e nessun perdono.

Francesca

Attese



Nella vita passata ci siamo cercati, in questa trovati; nella prossima correremo liberi e selvaggi, fianco a fianco, senza più paura.

Francesca

martedì 8 febbraio 2011

Cloppete cloppete


Martedì mattina.
Lo studio ed il senso di colpa chiamano a gran voce.
Io non ho risposto per giorni ed adesso eccoli là, impettiti come due gendarmi appena usciti dall'Accademia militare, che mi fissano con i loro occhi impenetrabili, induriti dall'addestramento.
Sì, va bene, ho capito Sergenti, agli ordini!
Mi arrendo all'insistenza.
Altro non posso fare.
Anche se, avessi già la patente adatta, fuggirei con la mia moto nuova di zecca.
Ma solo per essere ritrovata a Samarcanda.
Quindi tanto vale restare, aprire la custodia e fare ciò che si deve.
Vive la vie de Bohème!!!
Francesca


lunedì 7 febbraio 2011

Astro del ciel

Sempre per il filone "Donne nella storia", posto la biografia di Amelia Earhart.
Altro che veline o escort.
Questo si chiama rendere onore al proprio sesso!
Buon lunedì a tutti.
Francesca



Amelia Earhart nasce nella casa dei nonni ad Atchinson, nel Kansas, dove la madre Amy preferisce partorire, mentre il padre, Edwin, fa pratica legale a Kansas City. Dopo due anni e mezzo nasce la sorella, Muriel. Nel 1905 i genitori di Amelia si trasferiscono a Des Moines, Iowa, lasciando le figlie con i nonni. Solo nel 1908 queste raggiungeranno i loro genitori.
Nel 1914, Amelia decide di frequentare i corsi per infermiera, che la porteranno a prestare servizio in un ospedale militare in Canada, durante tutta la durata della Prima guerra mondiale. Nel 1920, all'età di 23 anni, va insieme al padre ad un raduno aeronautico presso il Daugherty Airfield a Long Beach in California e, pagando un dollaro, per la prima volta sale a bordo di un biplano, per un giro turistico di dieci minuti sopra Los Angeles.
È in quell'occasione che decide di imparare a volare. Comincia a frequentare le lezioni di volo e ad un anno di distanza, con l'aiuto della madre, acquista il suo primo biplano, con il quale stabilirà il primo dei suoi record femminili, salendo ad un'altitudine di 14.000 piedi.
Nell'aprile del 1928 il capitano Hilton H. Railey, le propone di essere la prima donna ad attraversare l'Atlantico e il 17 giugno, dopo diversi rinvii per le brutte condizioni del tempo, a bordo di un Fokker F7, chiamato Friendship (amicizia), decollano con Amelia Earhart, il pilota Stultz e il co-pilota e meccanico Gordon. Sebbene sia relegata a ben poche funzioni, quando il team arriva in Galles, 21 ore dopo, gli onori sono quasi tutti per lei. Anche il Presidente Coolidge le invia con un cablogramma le sue personali congratulazioni.
All'inizio del 1932 nessun altro pilota, a parte Lindbergh, ha compiuto la trasvolata in solitaria; ci riesce Lady Lindy, come viene soprannominata, impiegando quattordici ore e cinquantasei minuti per volare da Terranova a Londonderry nell'Irlanda del Nord. Il 24 agosto 1932 è la prima donna a volare attraverso gli Stati Uniti senza scalo partendo da Los Angeles (California) a Newark (New Jersey). Sempre determinata e con l'intento di arrivare dove altri hanno fallito diventa la prima persona ad attraversare il Pacifico da Oakland in California ad Honolulu nelle Hawaii.

Nel 1937, quando ha quasi 40 anni, sente di essere pronta per la sfida finale: vuole essere la prima donna a fare il giro del mondo in aereo. Dopo un tentativo fallito, il 1º giugno dello stesso anno, insieme con il navigatore Frederick J. Noonan, parte da Miami e comincia la trasvolata di ben 29.000 miglia che la porterà a San Juan in Porto Rico e poi, seguendo la costa nord-orientale del Sud America, verso l'Africa e quindi in India. Il 29 giugno quando arrivano a Lae in Nuova Guinea, hanno fatto 22.000 miglia e ne mancano solo 7.000 ormai per arrivare alla conclusione del viaggio. Tutto quello che è superfluo nell'aereo viene rimosso per far posto a più carburante che possa consentire approssimativamente 280 miglia extra. Le mappe che Noonan ha a disposizione non si sono rivelate molto accurate, ma ormai sono in prossimità dell'isola di Howland, dove è dislocata la guardia costiera con la quale sono in contatto radio. All'alba del 2 luglio Amelia Earhart chiama insistentemente alla radio: "Dobbiamo essere sopra di voi ma non riusciamo a vedervi. Il carburante sta finendo..." A nulla valgono i tentativi compiuti dalla guardia costiera per farsi notare. Probabilmente l'aeroplano si perde e precipita ad una distanza calcolabile fra 35 e 100 miglia dall'isola di Howland.
La notizia fa presto il giro del mondo, il Presidente Roosevelt autorizza le ricerche con l'impiego di nove navi e 66 aerei per un costo stimato di circa quattro milioni di dollari. Le navi e gli aerei impegnati nella ricerca, il cui mandante era amico personale di Amelia, non giungono sul luogo se non dopo cinque giorni.
Le ricerche vengono interrotte il 18 luglio dopo aver cercato su una superficie di 250.000 miglia quadrate di oceano.



domenica 6 febbraio 2011

Letteratura visionaria



"Basterebbe che i signori come lui considerassero la spregevole opinione che persino le donne con le quali hanno commercio in casi siffatti si formano di loro, e si moverebbero a schifo. Come ho già detto, queste donne non fanno conto alcuno del piacere, la passiva bagascia non è mossa verso l'uomo da nessun desiderio che non sia il denaro; e quand'egli è, per così dire, ubriacato dai trasporti del suo infame piacere, la mano della donna gli sta cercando nelle tasche quel che vi sia, e di ciò l'uomo non può avvedersi nell'istante della sua follia più che non possa prevederlo quando si accinge a commetterla."

Daniel Dafoe - Fortune e sfortune della famosa Moll Flanders, 1683

Avrei molti commenti da fare ma tacerò per permettere a ciascuno di meditare autonomamente, senza alcuna intromissione o forzatura.
Buona giornata

Francesca

sabato 5 febbraio 2011

Buonanotte Monetina....



Dedicato al mio Giovanni che è capace di sogni infiniti,
palpitanti di Paradiso, di Ali spiegate
e Pensieri che travalicano tutti i mondi conosciuti.
Tu conosci il mio Destino ancor prima che mi sia rivelato.
Tu conosci il Bene, nuoti nel Suo magma denso e cristallino.
Tu hai il segreto del mio cuore, Tu solo.
Custodisci e attendi,
cantando l'Amore perfetto e tutti i Suoi archetipi.
In me è rimasto il seme del Tuo sorriso
ed ha germogliato, felice.
Dunque buonanotte, o Spirito di Grazia.
Che ti sia dolce il mio bacio a fior di labbra.

F.

Incendio terracqueo


Lo so, lo so.
Giorni che latito.
Ma la vita a volte consuma le nostre priorità.
Molti cambiamenti si stanno preparando: sento il regime scricchiolare di lontano, come una barca con troppi tarli ormai pronta a precipitare nell'immenso blu; avverto la primavera che scalpita nonostante sia solo l'inizio di febbraio; respiro la festa degli amici che mi condiscono piatti colmi d'affetto e stima; e il cuore - questo muscolo sraordinario e tenace - pare giubilare innanzi alle meraviglie del creato.
Di tanto in tanto si ha bisogno di silenzio.
E non si trovano le parole per spiegare la lussureggiante destrezza con cui l'anima accoglie il nuovo lasciando il passato a riposare in un angolo.
Oggi mi sento ripartorita dal Verbo di Dio: avvolta da un trionfo di luce, di impavida speranza.
E vorrei abbracciare il mondo e portare consolazione laddove vi è dolore, squarciare la malinconia e dare visione dell'infinito che in sorte mi è toccato conoscere, di cui ho partecipato anche solo per un singolo, taumaturgico momento.
Resto dunque in attesa dell'occasione che la vita mi concederà, riconciliata con qualcuno che è molto caro al mio cuore.
Buonanotte a tutti i piccoli sognatori che non si sono accorti di essere divenuti adulti e che continuano a dipingere nella terra e nel fuoco il proprio futuro.

Francesca

martedì 1 febbraio 2011