venerdì 11 luglio 2014

Picci Family



Si dice che il momento più oscuro della notte sia proprio quello che precede l'alba.
Questo fenomeno spesso si verifica anche all'interno delle nostre vite.
I momenti terribili, quelli di vera e propria spogliazione fisica e animica, sono quelli che precedono una trasformazione, nostra e delle persone che ci gravitano intorno.
Il mio amico Vincenzo direbbe semplicemente che in quegli attimi ci capita di lasciare per strada un altro mattone inutile contenuto nello zaino che ci portiamo sulle spalle dalla nascita alla morte.
Giacomo dal canto suo affermerebbe che i livelli energetici di ciascuno di noi parlano chiaro e che la strada è già tracciata sotto i piedi di chi la percorre.
Anna farebbe un sorriso tra le mille difficoltà della sua vita di donna e di madre e sarebbe silenziosamente in accordo con ciò che la Vita invia, fiduciosa nei riguardi dei segreti che Essa ha ancora da rivelare a tutti noi.
Giovanni parlerebbe in tono professionale di epifania del dolore.
E Marco si siederebbe sulla sua poltrona reclinabile preferita e mi rimprovererebbe di aver sempre troppo da pensare, sviscerare e psicanalizzare mentre ascolta le Suites per violoncello di Bach eseguite da Segovia.

In sintesi tutti avrebbero ragione.
Non perchè io voglia essere odiosamente accondiscendente ma perchè la Verità - pur essendo Una - ha sempre molteplici modi per essere raccontata.
Solo la sciatteria e la mediocrità sono semplici e non richiedono indagini di sorta.
Sono esattamente quello che sembrano: povere e indegne di qualsiasi riflessione.

Oggi a Chieri il cielo è limpido.
Dopo giorni di freddo pressoché autunnale ci godiamo un po' di sole estivo tra Haydn, Mozart, una pizza gluten-free e una visita fugace alle Molinette per ritirare degli esami del sangue.
I sogni hanno i contorni delle cartine del mondo, di una casa lontana dall'Italia (magari in un altro continente), di amici veri con cui brindare al presente e di qualche sorriso frastagliato di leggerezza.
Chè come sostiene saggiamente Anna un po' di leggerezza non guasta, soprattutto se si è solitamente restii alle sue carezze.

Spero che il mio ciliegio al Sanbo Ji sia felice.
Se lo merita.
Come tutte le persone che amo.

Nathaniel