lunedì 9 dicembre 2013

In-coscienza di classe



"Che tutti gli uomini lavorino con costanza, e il lavoro renderà loro la vita sana e gioiosa, e li libererà dal tormento dell'infinito, ci dice Zola. Lavorare. Ma a che cosa? I fabbricanti e i venditori di oppio, di tabacco, d'acquavite, tutti gli imbroglioni della Borsa, gli inventori e i fabbricanti di strumenti di distruzione, tutti i militari, tutte le guardie carcerarie, tutti i carnefici lavorano, ma è evidente che l'umanità ci guadagnerebbe se tutti questi lavoratori cessassero il loro lavoro... A mio avviso, non soltanto il lavoro non è una virtù, ma nella nostra società, organizzata in modo difettoso, è più spesso un agente di anestesia morale, come il tabacco, il vino ed altri mezzi per stordirsi e nascondere il disordine e il vuoto dell'esistenza..."

Lev Tolstoj