martedì 13 novembre 2012

Miao



Sarò pure nel pieno del "tentativo di risveglio spirituale".
Ma questo non mi impedisce di osservare i comportamenti umani.
E quelli delle donne, anche.
Un atteggiamento altrui sul quale devo lavorare perchè davvero non sopporto?
La classica "gatta morta".
Sì, lo so. E' poco evolutivo fare discorsi del genere.
Quindi scrivo, mi osservo e ne rido, anche.
Eppure in parte il rodimento rimane.
Preferisco cento, mille volte il coraggio di chi - pur fuori luogo - esterna le proprie ragioni, giuste o sbagliate che siano, a chi "lavora ai fianchi per sfinimento" portando avanti il distintivo di "brava ragazza".

Sarà che io - una brava ragazza - non lo sono mai stata.
E ho sempre pagato lo scotto per gli errori compiuti.
Il che mi ha permesso di fracassarmi la testa moltissime volte e di andare avanti nonostante le ossa rotte.
Ora - che di nuovo non mi comporto da "brava ragazza" ed esterno il problema di fondo - dovrò di nuovo andare avanti.

Tanto tra un mese è il 21 dicembre 2012!
Forza Maya.....
:0)
Francesca

lunedì 12 novembre 2012

Lezioni di bellezza






I tre gioielli




Mercoledì si parte per il monastero Buddhista Soto Zen vicino Parma.
Ve la immaginate una come me a stare in silenzio per 5 giorni di seguito, a fare esercizi di Qi Qong e a imparare la calligrafia usata negli ideogrammi?
Io non ci riesco.
E se penso alla scena in questione, come già accadde al telefono con l'amica Susanna, mi viene una botta autentica di ridarola da sturbo.
Sarà colpa del nervosismo inconscio.
Perchè di fatto non so cosa aspettarmi da una esperienza del genere, anche se l'ho voluta fortemente.
E' una di quelle incognite che non sai come interpretare fino a quando non sono più tali e sono passate dal  mondo etereo dell'immaginazione all'universo della manifestazione sensibile.
Quindi poche chiacchiere.
Dopodomani all'alba si parte per Parma.

E che Dio - o Buddha, Krishnamurti  e Shakyamuni - me la mandino buona!
Francesca


domenica 11 novembre 2012

Pinna rossa




DEDICATO A TITO

"Dalla cronaca dell'Akasha" di Rudolf Steiner

In essi la vita dell'anima non aveva carattere istintivo; quel che percepivano, udendo e sentendo, erano i profondi misteri della natura che essi sapevano interpretare coscientemente. Nel sibilo del vento, nello stormire delle fronde, si svelavano loro le leggi, la saggezza della natura; e le immagini della loro anima non erano soltanto riflessi del mondo esterno, ma l'effigie delle potenze spirituali dell'universo. Essi non percepivano cose sensibili, ma entità spirituali. Allorché l'uomo comune sentiva ad esempio paura, nella sua anima sorgeva un'immagine brutta e tenebrosa. Attraverso tali immagini, l'essere sovrumano riceveva rivelazioni, comunicazioni dagli esseri spirituali dell'universo. I processi della natura non gli apparivano dipendenti da morte leggi naturali, come appaiono allo scienziato attuale, ma come azioni di esseri spirituali. La realtà esterna non esisteva ancora, poiché non esistevano i sensi esteriori; ma agli esseri superiori si rivelava la realtà spirituale. Lo spirito penetrava in essi come la luce del sole penetra nell'occhio corporeo dell'uomo attuale. In tali esseri la conoscenza era veramente ciò che si chiama una conoscenza intuitiva; non si trattava di combinazioni d'idee o di speculazioni, bensì di visione diretta dell'opera creatrice di esseri spirituali.



Slolwaye sni*



E' notte e piove.
Sono fortunata: ho un tetto sopra la testa.
E un letto dove dormire.
Non sono fortune da poco.
Eppure - non so spiegarlo con esattezza - mi sento inquieta.
Ho cominciato a grattare la scorza del mio guscio e a lui non è per nulla piaciuto.
E mi ha dichiarato guerra, per giunta.
Fame, battaglie emozionali, freddo, ricordi, aspettative, proiezioni negative.
Si impegna - il guscio - per non essere scoperto. E soprattutto per rimanere lì dov'è.
A far finta di proteggere un nucleo che non ha affatto bisogno di protezione.
Per ora lo lascio fare: son curiosa di vedere dove vuole arrivare.
Sarebbe persino capace di tirarmi qualche colpo basso, tipo indurre un'improvvisa e impellente voglia di maternità.
Ma ormai ho capito il suo gioco.
Più lui si agita e più  devo restare immobile.
Vuole giocare?
Basta dirlo.
A me - a 'sto giro - tocca fare l'indiana.

Francesca

*Il titolo del post significa "Non lo so" in lingua Lakota Sioux.

sabato 10 novembre 2012

The Secret




BREVE ESTRATTO DAL LIBRO "IL LAVORO PRATICO SU SE STESSI" DI E.J. GOLD.

Ad un essere umano completamente schiavo dell'oblio meccanico, può facilmente capitare, nel corso di uno o due giorni, di passare dal credersi potente come Dio al vedersi come un inutile ammasso di materia organica.

Quando la nostra identità è immersa nel sonno della macchina, noi ci identifichiamo completamente con quest'ultima e siamo soggetti alle sue reazioni automatiche agli stimoli interni ed esterni.

Ma se ci ricordiamo di osservarla con attenzione, possiamo effettivamente vedere, anche in una sola giornata, che la sua identità mentale cambia di continuo. Col tempo, capiremo chiaramente che fino a quando ci identificheremo con la macchina addormentata, oggi non saremo mai gli stessi che credevamo di essere ieri, nonostante una delle nostre maggiori illusioni sia di essere coerenti.

Siamo convinti di essere sempre gli stessi, e di pensare più o meno allo stesso modo, giorno dopo giorno e perfino anno dopo anno, nonostante abbiamo ampie prove che non sia così.

Diciamo di vivere nell'età della ragione, un'epoca di alti scopi morali, ma il XX Secolo, con i suoi Hitler e Mussolini e i suoi crimini commessi in nome di Cristo non è diverso dalla sanguinosa epoca medievale, con i crociati che marciavano verso la Terrasanta per commettere leggendarie atrocità. Atrocità che furono poi ripetute durante l'Inquisizione e che, in verità, erano ben poco diverse dalle efferatezze di Attila il re degli Unni e del famoso e delirante imperatore romano Caligola.

Proprio come i dittatori del primo Novecento, questi sanguinari personaggi non agirono da soli ma furono ampiamente aiutati e supportati da gente "ragionevole", gente che pensava di essere quello che tutti pensiamo di essere: persone buone, che dalla vita vogliono solo pace e tranquillità, che vogliono solo avere la possibilità di godersi i piaceri che la vita ha da offrire.

Il punto è che, per quanto ci piaccia vederci in questa luce, in verità siamo qualcosa di completamente diverso. Non possiamo illuderci che la macchina sia oggi quello che sarà domani, e neppure possiamo sollevarci al sopra di essa. Abbiamo così poca volontà che, nonostante le nostre migliori intenzioni ed i nostri più alti scopi, non siamo capaci di condizionare la sua natura. La macchina è in costante cambiamento, e poichè noi ci identifichiamo con essa, siamo costretti a seguirne gli incessabili mutamenti, permettendole di trascinarci lungo il sentiero dell'autodistruzione. 

La storia è un riflesso della nostra stessa natura, ed i nostri conflitti interiori somigliano moltissimo a quelli del mondo esterno. Ognuno di noi ha il suo Hitler personale, il suo Caligola, i suoi barbari e i suoi farneticanti maniaci.

(...) La vera identità non cambia mai, al contrario delle identità immaginarie, che continuamente si illudono di essere qualcosa di sempre diverso, proprio come dei bambini durante un gioco, che credono ciecamente alle loro fantasie.

Solo liberando la nostra vera identità dal sonno della macchina vedremo sgorgare la sorgente dell'attenzione, che può osservare in modo attivo ed imparziale tutte le attività e le manifestazioni della macchina dalla prospettiva di un nuovo ed immutabile sè. Ed è proprio per questo che viene spesso detta "terzo occhio".

Bienvenue à la maison



Bene.
Il Piemonte accoglie il mio ritorno festeggiando.... con la pioggia!
E proprio il giorno in cui avrei dovuto fare il pane ma sono senza lievito e - cosa ancor peggiore - senza macchina.
Quindi mi toccherà vestirmi come Noè e uscire a piedi per procacciarmi ciò che serve alla mia intolleranza al frumento per non morire di fame e non avvelenarmi.
Sigh, sob, strasob..... 
Comunque, a conti fatti, meglio una passeggiata alla "Singing in the rain" che una coda nel traffico romano!
Bisogna sempre guardare il bicchiere mezzo pieno.

La casa è silenziosa. 
L'acero nel giardino si è colorato di rosso.
E ammanta di foglie il prato e il vialetto.
La pioggia si schianta sul tetto.
C'è odore d'Amore.
Da dove venga non so.
E forse non lo avverto col naso ma con le ossa.

Sarà una buona giornata.
Francesca

lunedì 5 novembre 2012

Rami secchi



Quando si inizia ad inseguire seriamente se stessi ogni buona regola sociale va a farsi benedire.
E si vede il mondo "esterno" per ciò che è all'interno: una lotta infinita tra la volontà di sapere e il desiderio di restare "allineati".

Dovrò lasciarmi alle spalle coloro che fanno finta di partecipare e in realtà oppongono la loro silenziosa, paziente e scardinante non-volontà al mio intento.

La Verità lascia morti e feriti sulla strada.
Don Juan aveva ragione.
Non si deve avere un passato se ci si vuole avventurare nella foresta del significato.

Francesca

domenica 4 novembre 2012

Spatapuffo



Sono stata rapita da Bruckner.
E da tutto ciò che ne consegue.
Sono anche stata rapita dalle "coincidenze sincronistiche".
Anche se non so bene che cosa da esse possa derivare.
Infine sono di nuovo stata rapita dall'emicrania.
E - a differenza del penultimo postulato - so bene da cosa derivi e quali siano gli effetti che mi devo aspettare.

Ma va tutto bene.
Ciò che proviamo è transitorio e ci insegna molto - se sappiamo ascoltare - su chi siamo.
Personalmente non l'ho ancora capito. Chi sono, intendo.
Ma l'importante è continuare a cercare, non giungere al traguardo.
Non così in fretta, almeno.

That's all folks!
Francesca

venerdì 2 novembre 2012

Profumo d'inverno



Ebbene sì... 
Ci avete mai fatto caso?
Passiamo la maggior parte della nostra vita "normale" a sentirci inadeguati.

Perciò che siamo fisicamente, per il lavoro che svolgiamo, per le relazioni che abbiamo.
E perchè?
Perchè in realtà non siamo assolutamente consapevoli di chi siamo e cosa vogliamo davvero.
Le inadeguatezze derivano dalle maschere che la famiglia prima (pur inconsciamente) e la società dopo ci hanno letteralmente appiccicato addosso. E noi siamo costretti a vivere quella vita fittizia, quasi cinematografica, come un personaggio pirandelliano a cui è stato affidato un ruolo da cui ormai non può più svincolarsi. 
Tuttavia noi non siamo maschere, siamo persone.
E abbiamo il potere - se vogliamo esercitarlo - di "spogliarci" letteralmente del nostro falso sè.
Con tutte le paure, le idolatrie e le inadeguatezze che esso si porta dietro come una bava di lumaca.
Ci è dato - per nascita - il diritto di sollevare il velo di Maya.
Ci è dato dacché siamo vivi, dacché esistiamo.

Non è questo un magnifico punto di partenza per ciascuno di noi?
Francesca