Penso sempre più che le persone in grado di brandire la spada dell'intelletto al giorno d'oggi abbiano una grande responsabilità nei confronti del loro prossimo.
Io la sento, questa responsabilità.
Non perchè desideri considerarmi un'intellettuale in modo vanesio ma perchè sono cosciente della realtà dei fatti, realtà che una modestia a poco prezzo non farebbe cambiare.
E' una responsabilità tragica, quella che avverto.
Probabilmente è della stessa natura di quella sentita da Cassandra: ineluttabile e foriera di generale incredulità.
E infatti la mia vita è da sempre circondata da entrambe queste caratteristiche.
Ma ormai ho imparato a fare di "necessità virtù", come insegnava qualcuno.
Perchè è l'unico modo per andare avanti.
Perchè si deve necessariamente combattere con l'arsenale che si ha a disposizione.
Perchè - di tanto in tanto! - gli aiuti prodigiosi giungono nonostante la nostra completa mancanza di fede.
Quindi buonanotte.
Cercherò domani di fare più di quanto non abbia fatto oggi per il mio prossimo.
Significhi ciò anche leggere una pagina di libro in più, svolgere un compito fastidioso e rimandato da tempo, mantenere attivo un corpo che un giorno potrebbe tornare utile nelle emergenze, continuare a crescere per quanto mi è possibile farlo, con umiltà e vigore.
Buonanotte a tutti gli affaccendati mistici tendenti alle lacrime facili.
E anche a tutti gli altri.
Francesca