lunedì 13 giugno 2011

Bugiardo? Bugiardo!


Vi è mai capitato di interrogarvi sul pensiero altrui nei vostri riguardi?
Star lì giornate intere cercando di immaginare cosa il mondo esterno - che nulla sa o comprende di voi - pensi della vostra persona, su come apparite agli occhi della gente o quale sia l'opinione sommaria comune sul vostro conto?
Oggi è uno di quei giorni.
Complice le dichiarazioni di un amico su alcune fotografie scattate ad insaputa del soggetto immortalato.
La mia "saggezza" (o presunta tale) dovrebbe far nascere in me l'immediata reazione vittoriana che nobilmente recita: "Ma che te frega?"
E in verità so bene che questo sarebbe il modo più sensato di risolvere la questione.
Eppure quante volte avreste desiderato essere invisibili per poter liberamente ascoltare le parole degli "amici" sul vostro conto? Eh sì, perchè se dai nemici ci si può aspettare ogni cosa senza troppo stupore, in realtà spesso le villanie peggiori vengono partorite proprio da quelli che siamo portati a considerare "amici", incautamente forse, o probabilmente spinti da quel residuato di fiducia nel genere umano che ancora ci trattiene dallo sprofondare nell'abisso del cinismo senza frontiere.
E se - tramutati in piccoli insetti - scoprissimo che l'ospite che è stato a cena da noi la sera prima gira per il mondo partorendo con conoscenti e colleghi frasi del tipo: " Quella? Ma è una zoccola invalida!"; oppure: "Mai vista un'incapace raccomandata del genere in vita mia!"; o ancora "Mio Dio! La sua casa era un orrore. Ma lei è troppo lunatica: se glielo dicessi mi sbranerebbe! Sai, te lo dico in confidenza: va dallo psicologo...".
Sinceramente voi che fareste?
Io proprio non lo so.
Per fortuna non mi è ancora dato trasformarmi in nessun altro essere vivente o non, per cui questo dubbio non verrà mai sciolto. Almeno non a breve.
Altra fortuna non da poco: le persone che varcano la soglia della mia abitazione sono davvero pochissime, si contano sulle dita di una singola mano.
Il che restringe enormemente il campo delle possibilità di maldicenze a mio danno.
Tuttavia per esperienza personale so bene che - come recita Don Basilio -  la "calunnia è un venticello" ed è davvero facile, veloce e senza troppi incomodi che voci false e prive di fondamento possano trovare credito presso menti facilmente manipolabili.
Si potrebbe crederlo? Anni fa venivo accusata di tenere in casa un punteruolo modello "Basic Instinct"!
Certo, chi mi conosce bene e a fondo si sganascia dalle risate alla sola idea ma all'epoca soffersi come un cane per questo vile pregiudizio: una volta intrappolati in una simile ragnatela di bugie dimostrare la propria estraneità ai fatti è tutto fuorchè semplice.
Credetemi sulla parola!
Chi ha subito sorte simile alla mia sa bene di cosa parlo.
Quindi in verità da quel momento (era il lontano 1997) ho smesso di tenere in gran conto l'opinione del mondo nei miei riguardi. 
Tuttavia si sa... La curiosità è femmina!
Ma prima o poi riuscirò in qualche particolare incantesimo e avrò così modo di posarmi sulla spalla dell'incauto calunniatore che - inevitabilmente - passerà in seguito un bruttissimo quarto d'ora!!!
E - per rispondere a tono al "caro" Don Basilio - altro che terremoto...
Un meteorite. 
Nella migliore delle ipotesi.
Buonanotte a tutti.
Anche a quelli con la coscienza sporchissima.

Francesca

domenica 12 giugno 2011

Sogno o son desto?



La mia prossima moto?
Chissà...
Dalla prossima settimana intanto inizio ad usare quella appena comprata.
Fate attenzione, voi che circolate sulle strade romane!
Un nuovo pirata è sceso in città!               

Francesca

venerdì 10 giugno 2011

Opzioni




Chiudere.
Quanti significati ha una parola così piccola, apparentemente così innocente?
Chiudere una porta.
Chiudere una relazione.
Chiudere un amore. 
Chiudere un'amicizia.
Chiudere un bilancio.
Chiudere gli occhi.
Chiudere il cuore.
Chiudere con il passato.
Chiudere le emozioni in un barattolo.
Chiudere il gas.
Chiudere il becco.
Chiudere con il fumo.
Chiudere in bellezza.
Chiudere la cerniera.
Chiudere la finestra delle applicazioni.
Chiudere il frigo.
Chiudere il rubinetto centrale.
Chiudere un file.
Chiudere con l'alcool.
Chiudere bottega.

Oggi ho chiuso alcune di queste opzioni.
La più importante?
Ho chiuso coi pesi morti, con gli irriconoscenti e gli irrispettosi.
Ho chiuso di accettare una bilancia che pende sempre dalla mia parte.
Ho chiuso di farmi male da sola.

A volte quando si chiude, si apre....
Francesca

mercoledì 8 giugno 2011

Il Paradiso all'improvviso



Ecco la mia versione del cheesecake gustata l'altra sera. La foto è autentica, assolutamente non ritoccata!
E questa, miei cari goduriosi amici dell'etere, è la ricetta per chi fra voi volesse rifarla a casa per il proprio compagno, per un'amica o per il proprio semplice infinito piacere:

INGREDIENTI PER 4 PERSONE :

- 2 cestini di mirtilli (io ho usato le fragole)
- 250 gr di mascarpone (in questa versione ho utilizzato lo yogurt greco, intero mi raccomando! Nessuna versione "dimagrante" al 2% di grassi!!!)
- 150 gr di biscotti tipo petit-beurre (per chi ha problemi di celiachia, usate i biscotti senza glutine tipo macine marca Hoops... Buonissimi!)
- 1 limone
- 3 uova (biologiche sarebbe preferibile, ossia di galline allevate a terra. E' facile  riconoscerle: il marchio numerico sull'uovo inizia per 0. Ringrazio Virginia per la dritta sulle uova!)
 - 1/2 cucchiaino scarso di cannella in polvere
 - 10 cl di panna liquida
 - 80 gr di burro ammorbidito (più un po' per lo stampo)
 - 110 gr di zucchero
 - 1 bustina di zucchero vanigliato
 - 2 pizzichi di sale
 - tortiera da 22 cm di diametro. E' importante che non sia molto più larga altrimento lo strato di biscotto risulterà troppo sottile.

 PREPARAZIONE :

  1.  Ponete i mirtilli  lavati ed asciugati (o le fragole, o le banane, o le more) in una fondina e insaporiteli con 50 gr di zucchero. Lasciate macerare in frigo per almeno 30 minuti
  2. Con il frullatore o il mattarello riducete in polvere 150 gr di biscotti, poi incorporateli in 80 gr di burro ammorbidito. Imburrate la tortiera. Stendetevi la pasta formando uno strato spesso, che farete aderire bene al fondo della tortiera premendo con le dita.
  3. Rompete 3 uova in una terrina. Sbattetele un poco con la frusta, poi unitevi 60 gr di zucchero, 1 bustina di zucchero vanigliato, 250 gr di mascarpone (o yougurt), il succo di 1 limone, 10 cl di panna liquida, 1/2 cucchiaino di cannella in polvere e 2 pizzichi di sale. Mescolate fino ad ottenere un composto uniforme.
  4. Portate il forno a 200 °C. Versate la crema nella tortiera e fate cuocere 20-25 minuti. A cottura ultimata ritirate la torta dal forno e lasciatela raffreddare, poi mettetela nel frigorifero per almeno 1 ora. Prima di servire coprite le fette con i mirtilli (o altra frutta) e, volendo, spolverizzate con un poco di zucchero.


E adesso non mi resta che augurarvi... BON APPETIT!!!!!!!!!

martedì 7 giugno 2011

Missili in giardino



Questo è decisamente un periodo di transizione.
Everything changes, nothing changes.
L'umore cambia a seconda del Vento ed io non posso che assecondarlo.
Le persone vanno e vengono ma ormai non raggiungono più alcuno scopo all'interno della mia vita.
Ciò che ho imparato resta tale, uguale a se stesso. Alcune asserzioni sono intramontabili.
E la fiducia decade, come gli isotopi radioattivi.
Freud direbbe che ho paragonato la fiducia alla radioattività.
In qualche modo gli darei ragione, se ne avessi modo, tempo ed intenzione.
Ma non è così.
Ciò che porta consolazione all'amarezza ormai costante è solo la Via del Sapere che si dipana maestosa e certa innanzi a me, una intramontabile fonte a cui abbeverarsi nei momenti di sconforto e stanchezza.
Si può sempre investire su di sè senza doversi poi pentire.
Cosa sono i sorrisi degli uomini se non un vago simulacro in cui vediamo riflesso per un istante l'orizzonte di Dio?
Ma è un momento solo, abbacinante e subito spento, consunto dai lacci della nostra fallace mortalità.
L'illusione, quella vera, s'incarna nel confondere le proprie buone intenzioni con quelle altrui, scomponendo il ritmo dei pensieri in un torbido fraseggio dal respiro ampio ma dal contrappunto errato.
Ci si commuove per un errore di valutazione, per la bellezza melliflua di un'equazione complessa perchè  irrisolvibile. 
La semplicità invece non è mai doppia, non è soggetta a fraintendimenti, non ha pieghe nascoste in cui annaspano passato e futuro confondendosi in un'unica matassa aggrovigliata e fraudolenta.
Mi piego come un giunco alle necessità del Tempo che mi desidera solinga, inquieta e forte.
Costa dolore. Perchè si paga sempre un prezzo per ascendere il monte del proprio Destino.
Oggi quel prezzo è alto, quasi indicibile, senza confini, liquido come lava infuocata.
Erode la pelle ed i pensieri, spezza le reni lasciandomi inerte ai margini della strada.
Eppure riesco ancora a respirare.
Uno e due.
Inspirare ed espirare.
Il dolore c'è, si sente, è quasi palpabile. 
Ma contando e aspettando parrà ogni secondo più lieve.
L'alba non è poi così lontana.

Francesca

Verba volant, scripta manent



Non sono abituata, e chi mi segue lo sa, a citare - se non di rado -  articoli scritti da altre persone.
Ma credo che questa volta ne valga davvero la pena.
Perchè è giunta l'ora che tutti inizino a chiedersi cosa sia reale e cosa sia pubblicità, prima che la nostra vita diventi in toto solo il pallido riflesso dell'altrui volontà.
Orwell aveva poi torto?
Sta a noi assumerci la responsabilità dell'esistenza. Senza più scuse o retorica.
Abbiamo una sola vita per rendere giustizia alla Verità.
Siamo davvero sicuri di volerla sprecare?
Buona lettura! E complimenti di cuore a Massimo Nunzi per la splendida analisi.


Francesca


lunedì 6 giugno 2011

Quando i bambini fanno "OH!"



Oggi, in sella ad una Vespa bianca, ho fatto OH!
Piccoli miracoli del quotidiano vivere nel 2011.
Grazie di cuore al proprietario della Vespa.
A volte basta davvero una vocale.
"Dammi la mano, perchè mi lasci solo?
Sai che da soli non si può.
Senza qualcuno nessuno può diventare un uomo."

Francesca

domenica 5 giugno 2011

Sbafo ergo sum



Beh, devo dire che la cena ha svolto la sua funzione "riparatrice" e "consolatrice".
E domattina mi tocca andare di pilates per smaltire lipidi e senso di colpa.
Ma che dire?
Ne valeva la pena.
Se non altro per gustarsi i mugolii provenienti dal mio unico ma validissimo commensale.
Provare per credere!
Francesca

sabato 4 giugno 2011

Caino e Caino



Oggi è decisamente la giornata della depressione cosmica.
Al lavoro ho assistito ad una scena che mi ha rovinato non solo l'umore (sarebbe stata poca cosa) ma incrinato quel poco di fiducia che ancora conservavo nella specie umana.
Sì, se dipendesse da me decidere del fato dell'umanità per non so quale scherzo del destino beh, di certo il mondo dovrebbe cominciare a preoccuparsi.
L'ipocrisia è giunta al parossismo, il disvalore è ormai assurto a sistema e l'oltraggio continuo nei riguardi delle donne proposto come sport nazionale.
E' facile giudicare una donna per la sua vita sessuale col vecchio metodo del santa-puttana e poi trovandosela davanti sfoderare sorrisi e complimenti. Andiamo nello spazio e siamo eticamente fermi a metà ottocento. Forse prima.
Alcuni mi consiglierebbero di metterci una pietra sopra, altri di rassegnarmi, altri ancora di fregarmene.
Io invece ci piango "sopra", per ore ed ore, perchè la barbarie dell'uomo mi ferisce, perchè la sozzura animalesca in cui annaspano certe vite imbratta la mia stessa esistenza, perchè non posso reggere la vista di queste miserie senza provarne un intimo dolore. E infine perchè una tale scena intiepidisce il mio cuore nei confronti degli amici, inoculando il morbo del dubbio che mi fa meditare: "E se anche tizio o caio in cui io ripongo tanta fiducia e a cui regalo ogni pensiero di bene in mia assenza facessero lo stesso?"
In un simile gesto meschino e fuggevole è racchiuso il fallimento di una intera specie, senza compromesso alcuno.
Non ho consigli da dare a me stessa in simili frangenti.
Se non quello di riossigenarmi tramite l'abbraccio confortante dell'uomo che amo e che mi ama, preparando polpette, insalata di patate e cheesecake ai lamponi per cena.
Altro da dir non so.
Se non che la bassezza umana è decisamente responsabile dei miei chili di troppo!

Francesca

venerdì 3 giugno 2011

Udjat

Dante Gabriele Rossetti - Proserpina


Come si può scavare a ritroso nel proprio passato generazionale?
Come si riesce a farsi strada tra i sogni e i ricordi di ere ormai perdute nella memoria che tuttavia restano incise nel DNA e nella coscienza come fantasmi pallidi e fragili, dalla voce ancor possente?
Mille sono le Vie attraverso cui mi perdo, nella notte dei tempi, tra stirpi francesi, carolinge, su su fin arrivare all'Egitto e ai suoi misteri.
Le risposte che cerco sono più pericolose delle domande che pongo.
Tuttavia, pericolose per chi?
Per quale fato o destino, per quale manifestazione della Luce che irradia i suoi bagliori in un modo che talvolta a noi pare maldestro eppure a distanza di tempo siamo sempre costretti a riconsiderarlo sensato?
Sono smarrita nella foresta della storia.
Vorrei che una mano amica mi tendesse una corda ove trovare simboli e nomi di una dinastia a cui so di appartenere.
Ma davvero si desidera la Sapienza?
Una volta ottenuta, non si torna indietro.
Ma sì, non sarò mai pronta come ora ad accogliere le vestigia del passato per trasformarle in futuro.
Ognuno di noi è esattamente ciò che desidera essere, nel momento in cui è chiamato ad esserlo.

Francesca

PS: Non perdetevi per nulla al mondo i quadri di Dante Gabriele Rossetti esposti alla Galleria d'Arte Moderna a Roma fino al 12 giugno. Li ho amati sulla carta per anni e vederli dal vivo è stato... Indescrivibile! In particolar modo la Proserpina.... Grazie, o mio fato gentile!


PS2: "Udjat" significa "Occhio di Ra" ed è il simbolo della prosperità, della regalità e della buona salute.